Addio allo storico segretario della Cassolese
Il ricordoNon c'è un ragazzino di Cassolnovo che si sia avvicinato al calcio che non sia stato accolto al campo sportivo da Francesco Giarda, lo storico segretario della Cassolese, morto martedì mattina a 83 anni. Il Cichin, lo conoscevano tutti così, aveva un'educazione d'altri tempi, la voce sempre bassa e i modi garbati, anche quando "viveva" la partita alla domenica come se la stesse giocando lui. Non appena un giocatore in campo o un tifoso sulle tribune alzava la voce era lui a invitare alla calma. la passioneMa il suo vero lavoro era dietro le quinte nella compilazione dei referti, nel tenere l'ordine negli spogliatoi e il materiale, nel preparare il tè per i giocatori e nel curare tutta la parte burocratica. Vi dedicava ogni momento lasciato libero dal suo lavoro, prima come impiegato a Milano e poi in una ditta di abbigliamento sportivo. una figura centrale«Ha rappresentato una delle figure centrali della vita sportiva e non solo sportiva cassolese - dice il sindaco di Cassolnovo Luigi Parolo, che della Cassolese è stato presidente - è stato l'anima e la guida della società. Lui era un ponte tra i fondatori e tutte le generazioni di sportivi, che si sono succedute a Cassolnovo. Ha permesso a tutti noi di conoscere l'essenza di questo sport e ha trasmesso la cassolesità attraverso la frequentazione del campo». Prosegue il sindaco: «Come segretario era conosciuto nell'ambito lombardo e stimato da vertici federali, in quanto profondo conoscitore delle norme giuridiche legate al calcio, ma anche della psicologia dei giocatori e degli allenatori». Da qualche anno si era ritirato non potendo più svolgere le attività di segretario, ma continuava a seguire la squadra con telefonate e raccolte di informazioni da chiunque aveva visto la partita. le tre domande«Quando lo andavo a trovare negli ultimi tempi - dice l'attuale presidente Mattia Delfrate - mi faceva sempre tre domande: l'attaccante fa gol, le feste che organizzate vanno bene e come se la sta cavando Luigi in comune? Aveva mantenuto l'attaccamento a tutto quello che era della Cassolese». --Andrea Ballone