Il trenino elettrico non va
La politica non la capisco, non la so fare. Nel 2014 mi sono candidato, sono stato eletto e sono andato in Comune per dare una mano. Mi hanno trattato come un cane in chiesa. Basta così. Avanti quelli più bravi di me. Quelli che capiscono i bisogni della città, trovano i soldi, e fanno le opere necessarie per migliorare la vita della comunità.Leggo, però, sulla Provincia di qualche giorno fa (e il collega Fabrizio Merli mi tira spesso in ballo) che la giunta ha ancora in mente di realizzare il trenino per San Pietro in Verzolo. Ovvero, usare un tram elettrico sulla linea ferroviaria, partendo dalla stazione, in modo da sostituire il glorioso (ma inquinante) autobus della linea 3. Adesso lo chiamano metrò leggero. Bene, quell'opera non si farà mai. L'ho detto ai tempi dell'assessore Lazzari, lo ripeto adesso. La linea ferroviaria per Codogno (senza elettricità) passa nel fossato del castello, in piazza Emanuele Filiberto addirittura 10 o 15 metri sotto il livello della strada. E lì si dovrebbe fare una stazione, cioè una fermata? Con scale mobili, ascensori, ecc.. Ma quanto costerebbe? E quanto costerebbe elettrificare la linea ferroviaria?Poi ci sono i passaggi a livello. Già così portano disagio alla circolazione stradale, se ai pochi treni ci aggiungi i tram, vuol dire che sarebbero sempre chiusi, con le sbarre abbassate. Ma qui l'idea nuova: aboliamo i passaggi a livello e facciamo i sottopassi. Benissimo. La Ferrovia ci mette 700 mila euro per ciascun passaggio a livello. Il Comune, per quello di San Giovannino, ne ha messi via altri 900 mila. Fanno 1,6 milioni di euro. Cifra ben lontana, lontanissima, dalle necessità per un'opera simile. Degli altri sottopassi non vale la pena parlare, perché si dice che sarebbero solo pedonali e quindi le automobili sarebbero ancora ferme davanti alle sbarre abbassate.So ti tirarmi contro le critiche della vecchia maggioranza (che ha parlato a lungo del sottopasso e del metro leggero per San Pietro) e di quella attuale. Ma non me ne frega niente, e scrivo perché sono un uomo libero. Ci sarebbe da rispondere anche a Giorgio Boatti che, sulla Provincia di domenica 15 novembre, parlava del ponte della Becca, della necessità di costruire quello nuovo, ecc.. Caro Boatti, cari cittadini di Broni e Stradella (ma anche di Canneto e Santa Maria della Versa, per dire)... ecco, scordatevi in tempi ragionevoli in nuovo ponte.Ora i politici che la sanno lunga, quelli seduti in Parlamento o in consiglio regionale, o anche in Comune, diranno che sono un disfattista, che bisogna avere pazienza, che la politica ha i suoi tempi. E che bisogna essere ottimisti nella vita. Ecco, voi che capite in anticipo i bisogni dei cittadini, voi che trovate sempre i soldi per fare le opere, voi che fate politica da quando portavate i calzoni corti, voi, al mattino quando allo specchio vi fate la barba, non vi fate un po' schifo?Luigi Furini. Pavia