Legumi e girasoli la nuova Pac spinge anche in provincia colture sostenibili

PaviaAnche a Pavia l'agricoltura diventerà sempre più "verde" e sostenibile grazie alle indicazioni e ai contributi della futura Politica agricola comune (Pac). Così in primavera, per la prossima annata agraria, si avranno maggiori superfici a oleaginose come soia e girasole e a leguminose come pisello, pisello proteico e ceci. La scelta dell'agricoltore è ormai influenzata da numerosi fattori, legati all'andamento dei mercati e alle potenzialità produttive dei fondi agricoli, ai macchinari e alle attrezzature, alle caratteristiche storiche dell'azienda e alla programmazione territoriale, oltre alla capacità e alla passione dello stesso agricoltore. Le novità«Nella realtà agricola della nostra provincia - spiega Bruno Marioli, vice direttore di Confagricoltura Pavia - diverse colture hanno preso il posto o si avvicendano con quelle più tradizionali favorite anche dalla Pac, che richiederà un'agricoltura sempre più sostenibile . Inoltre, almeno il 5% della superficie dev'essere destinata a "focus ecologico" con colture miglioratrici come leguminose ed erba medica, che in certi casi hanno soppiantato colture storiche come grano e mais». Nello specifico, in provincia di Pavia si è assistito al boom del girasole, coltura che balza più agli occhi per la spettacolarità della fioritura. Non meno significativo l'aumento della soia, leguminosa azotofissatrice che arricchisce il terreno di azoto, elemento essenziale per la sua fertilità, riducendo l'intervento della concimazione. Nell'Oltrepo di pianura va citata anche l'erba medica, essiccata naturalmente all'aria aperta per ottenere il fieno destinato all'alimentazione animale: inoltre, attraverso la disidratazione forzata si ottengono pasticche simili al pellet destinate prevalentemente ai mercati arabi per alimentare i cavalli purosangue. Oggi alla borsa merci di Voghera un quintale di erba medica viene quotato da 11,50 a 14 euro. Nelle zone collinari e montane di maggiore pendenza, invece, saranno favorite colture come prati stabili, pascoli, frutteti e vigneti, maggiormente adatte a ridurre le frane. Diverse aziende, inoltre, si dirigeranno verso un'agricoltura con minor sprechi e uso di fitofarmacci, come succede per le colture orticole dell'Oltrepo (patate, cipolle, pomodoro e zucche). Doverosa la citazione al nocciòlo, favorito di recente da una forte richiesta dall'industria dolciaria. «Le scelte colturali - prosegue Marioli - saranno sempre più influenzate dai costi di produzione e quindi dalla possibilità di meccanizzare le pratiche colturali. Inoltre, la ricettività territoriale e la diversificazione dell'attività agricola hanno portato e porteranno tante aziende verso scelte colturali destinate alla vendita al minuto o alla cosmetica e alla farmaceutica: tra queste colture rientrano la lavanda, lo zafferano, lo zenzero, le fragole e i frutti di bosco come more, lamponi e mirtilli. Anche tra gli allevamenti si sta affacciando l'elicicoltura, cioè l'allevamento delle lumache destinate sia al consumo sia alla cosmetica e alla farmaceutica». Sempre considerevole il ruolo del riso, che anche nel 2021 manterrà il primato in Lomellina e nel Pavese con i suoi circa 75mila ettari. E ruolo sempre determinante anche per gli altri cereali: grano tenero e duro, orzo e mais da granella. --Umberto De Agostino