Pazienti Covid alla Maugeri ricoverati i primi 55 malati

Donatella Zorzetto / PAVIAL'istituto Maugeri di Pavia apre le porte a 55 malati Covid-19. È tornata l'ondata di contagi e sta invadendo anche la provincia di Pavia; gli ospedali si riempiono di giorno in giorno e anche Maugeri si fa avanti per collaborare, insieme alle altre strutture della provincia, nell'ospitare e curare i malati di Coronavirus.Pneumologia si trasformaL'area Covid di Maugeri è stata riaperta nel reparto di Pneumologia riabilitativa, diretta dal dottor Piero Ceriana. Si tratta di 35 posti, già coperti da 31 pazienti che arrivano prevalentemente dalla provincia di Pavia. Ma quella non sarà l'unica sede dedicata ai contagiati da Coronavirus. Perchè ci si è mossi per trovare spazi anche nella sede di Via Boezio, dove aprirà un reparto di cure sub-acute per 20 pazienti Covid paucisintomatici (persone infette ma con pochi sintomi o molto modesti).«Sin dall'inizio della ripresa della pandemia abbiamo rivisto le procedure e definito un piano emergenziale che ci ha consentito di essere pronti nel momento esatto in cui ci è stato chiesto di metterci a disposizione per attivare posti letto Covid - spiega il direttore di Maugeri Giuseppe Laganga Senzio -. Ringrazio tutto il personale medico e di supporto che ha permesso all'Irccs Maugeri di Pavia di dare delle risposte immediate e di soddisfare il bisogno di salute sia per pazienti Covid sia per tutti gli altri.I rigidi protocolli anti-Covid - che non abbiamo mai cessato di adottare - ci consentono infatti di procedere in sicurezza, per i pazienti e i lavoratori, anche nelle altre attività di ricovero e ambulatoriali, che continuano regolarmente».Obiettivo sicurezzaMaugeri, già durante la prima ondata della pandemia e ora con il ritorno massiccio dei contagi, ha deciso di investire in sicurezza. Lo ha fatto acquistando, per il periodo marzo-aprile scorsi, oltre 900mila mascherine, un milione di camici protettivi, 18 milioni di guanti: 3,7 milioni di euro che sono stati spesi in dispositivi di protezione individuale, contro i 280mila euro del 2019.«I numeri certificano l'impegno profuso, con gli istituti lombardi e del Piemonte in prima linea, e rigorosi protocolli di sicurezza in tutti gli istituti presenti sul territorio nazionale - ha spiegato l'amministratore delegato Mario Melazzini -. Per garantire la salute dei pazienti e dei lavoratori abbiamo recepito ogni direttiva, talvolta anticipando l'adozione di misure sempre più stringenti. Siamo soddisfatti di quanto fatto per i pazienti e per il nostro personale».Gruppo multidisciplinareIn occasione della prima emergenza, quella del marzo scorso appunto, Maugeri aveva creato anche un gruppo multidisciplinare sotto la direzione sanitaria centrale guidata da Maria Gigliola Rosignoli». «Del gruppo hanno fatto parte un medico igienista, la responsabile della farmacia centrale e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione - ha ricordato Rosignoli - . Questo gruppo di lavoro ha permesso non solo di strutturare la riorganizzazione efficiente delle attività, ma anche di assicurare un equilibrio gestionale dell'emergenza sanitaria». Infine Maugeri si è impegnata sui test sierologici e lo è tuttora nella somministrazione dei tamponi molecolari su prenotazione: attualmente gli operatori dell'istituto nel fanno 140 al giorno. --