La denuncia: «È impossibile prenotare il vaccino influenzale»
il caso«Sono una paziente fragile, ma non riesco a fare il vaccino antinfluenza». Il grido di aiuto arriva da Maria Simarò, vigevanese di 62 anni. «Sono diabetica e asmatica - racconta la donna - e per questo ho l'attestazione di "paziente fragile". Lo stesso vale per mio marito, che ha 74 anni. Sono più di 20 giorni che cerco di chiamare il numero indicato per prenotare il vaccino contro l'influenza, ma il telefono dell'ospedale di Vigevano è sempre occupato. Ho chiamato in continuazione, anche al di fuori dell'orario indicato, ma non sono mai riuscito a parlare con l'operatore di Asst. Ho anche provato a mandare una mail, ma mi hanno detto che le prenotazioni si accettano solo tramite telefono. L'anno scorso il vaccino lo avevo fatto dal mio medico di famiglia, ma quest'anno il dottore non ha aderito alla campagna. Visto che in farmacia è introvabile, l'unica speranza per noi è passare attraverso Asst». Simarò è un'insegnante. «Io insegno ai miei studenti il rispetto delle regole e dei diritti - dice la vigevanese, - ma adesso mi sento presa in giro, perché lo Stato mi sta togliendo il diritto alla salute. Ho scritto anche al sindaco Andrea Ceffa chiedendogli di intervenire. Mi ha risposto che avrebbe sollecitato chi di dovere. Non so più a chi rivolgermi per smuovere la situazione, perché non penso proprio di essere l'unica vigevanese che non riesce a prenotare il vaccino antinfluenzale».Ceffa conferma di aver parlato con il direttore sociosanitario dell'azienda ospedaliera. «Abbiamo carenza di personale e un centralino un po' datato - dice Michele Brait, direttore generale di Asst. - Stiamo acquistando un nuovo software che consentirà ai pazienti di prendere la linea e, nel caso, di rimanere in attesa sapendo quanti utenti ci sono prima di lui. Stiamo coinvolgendo i Comuni, che ci hanno concesso gli spazi, e le associazioni di volontariato. Stiamo cercando di rispondere a tutte le richieste, ma non è facile data la singolarità di questa situazione. Fino all'anno scorso, Pavia era la provincia con la più bassa adesione alla campagna vaccinale, ma quest'anno tutti vogliono fare il vaccino. Non tutti i medici di famiglia hanno aderito alla campagna e il risultato è che abbiamo i centralini intasati». -- S.Bo.