Senza Titolo

Sergio Braccini / PontederaIl germe della speranza, per l'Italia e non solo, è sbocciato nel cuore della Toscana che produce: a Pontedera, in provincia di Pisa. È qui, nella patria della Piaggio, che dall'inizio di questa settimana è iniziato l'iter produttivo del "contenitore" per un "contenuto" speciale: il vaccino contro il Covid-19. È nello stabilimento pontederese della Palladio Group, società con sede legale a Vicenza con oltre 800 dipendenti e insediamenti produttivi tra Italia, Irlanda, Serbia e Russia, che è iniziata la produzione delle scatole e dei bugiardini del vaccino anti-Covid. È stata la stessa azienda ad annunciarlo, forte di una comprovata esperienza nel settore del packaging farmaceutico, dicendo di «essere stata scelta da più aziende per il confezionamento di importanti commesse per la produzione di materiale di confezionamento per i vaccini anti-Covid». Non ha fornito indicazioni sui committenti, preferendo mantenere segreto il nome della società, o delle società, che producono il vaccino. Ma in prima fila, tra le possibili committenti, potrebbe esserci anche la Irbm, il centro di ricerca di Pomezia, diretto da Piero Di Lorenzo, che giorni fa ha espresso «un prudente e fiducioso ottimismo», sostenendo che il "candidato vaccino" messo a punto con lo Jenner Institute di Oxford, prodotto dalla multinazionale britannica AstraZeneca, «è il primo nel mondo occidentale a essere preso in esame da un'agenzia regolatoria»; e che «se tutto va bene entro fine anno in Italia potrebbero arrivarne tre milioni di dosi». L'impressione è che queste siano settimane decisive per la corsa al "killer" del coronavirus. Lo stesso premier Giuseppe Conte giorni fa si è sbilanciato sull'eventualità che le prime dosi del vaccino possano arrivare entro fine 2020. Magari con un doppio sigillo italiano, frutto di una speranza sbocciata a Pomezia e a Pontedera. --(Ha collaborato Dario Pellegrini)© RIPRODUZIONE RISERVATA