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Luigi Grassia La seconda ondata del coronanavirus ieri ha contagiato e affossato le Borse europee, spaventate dal rischio di nuovi lockdown (totali o parziali) che affosserebbero l'economia reale e farebbero cadere il valore dei titoli azionari; i listini continentali sono già lontani dai massimi, eppure vanno ancora giù e nessuno può prevedere quando toccheranno il fondo. C'è attesa per le valutazioni di oggi della presidente della Bce, Christine Lagarde, sulle dinamiche in atto e sui rischi ulteriori, anche se nell'immediato non sono previste nuove mosse di politica monetaria. A consuntivo della giornata, a Londra l'indice Ftse 100 ha perso il 2,51% a 5.585,30 punti, a Parigi il Cac 40 ha ceduto il 3,37% a 4.571,12 punti e a Francoforte il Dax è franato del 4,19% a 11.557,85 punti, facendo peggio di Milano dove l'indice principale Ftse Mib è calato del 4,06% a 17.897 punti (livello che non si vedeva da fine maggio), poco dopo la fine della prima ondata. Quotazione del petrolio in caduta libera a New York, per via del rallentamento economico globale che riduce la domanda di greggio: ieri il Wti ha perso il 5,50% a 37,49 dollari al barile, mentre a Londra il Brent, che fa da riferimento in Europa, è arretrato del 4,80% a 39,22 dollari. --© RIPRODUZIONE RISERVATA