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PaviaQuel che Fracassifinge di non vedereSiamo in una fase delicatissima dell'emergenza sanitaria. Il governo, forse persino tardivamente, ha assunto l'iniziativa di rallentare, ridurre o chiudere quelle attività che, sulla base dei dati scientifici a disposizione e di valutazioni necessariamente soggettive, offrono maggior occasione di propagazione al contagio. E' certo che in questa decisione esistono margini di errore, o per eccesso di precauzione o per sottovalutazione di altri fattori di rischio. I dubbi e le critiche quindi sono legittimi, soprattutto se avanzati da parte di coloro che subiscono maggiormente gli effetti dei provvedimenti assunti. L'esito di queste misure dolorose lo potremo misurare solo fra quindici giorni. La situazione che si determinerà, dobbiamo averlo molto chiaro, dipenderà in larghissima misura anche dai comportamenti che noi tutti avremo tenuto in questa fase. Rispetto al lockdown di marzo ora si dà maggiore fiducia ai cittadini. Il presidente Mattarella, il presidente del Consiglio e il ministro della Salute non hanno mai cessato di invocare la collaborazione istituzionale e l'impegno comune per sconfiggere il nemico di tutti, che è la propagazione del virus. Ripetendo in ogni occasione che possiamo limitare e ridurre i danni solo facendo fronte comune. Troppo spesso invece sono prevalsi da parte di esponenti delle istituzioni, penso ad alcuni presidenti di Regione, atteggiamenti di critica strumentale, la ricerca di protagonismo personale volto a scaricare sul governo responsabilità che spesso erano proprie, quasi a liberarsi di un peso che in questi frangenti dovrebbe essere ripartito sulle spalle di tutti, a partire dalle massime autorità. Abbiamo misurato con mano quanto strida la richiesta di maggiore autonomia con questi atteggiamenti. Al momento della prova, in un campo come quello sanitario dove i poteri e le risorse sono concentrate quasi esclusivamente nelle mani delle Regioni, sono emerse le fragilità programmatorie, le pecche organizzative, le difficoltà ad affrontare l'emergenza. Abbiamo toccato con mano quanto sia stato miope disinvestire sulla salute e sull'istruzione da almeno 12 anni, di questo hanno responsabilità i governi e il parlamento. Ma non possono dichiararsi innocenti tutti coloro, la platea è molto vasta, che hanno responsabilità in campo economico, sociale, dell'informazione e nella formazione dell'opinione pubblica, che hanno sottovalutato l'impatto di quelle politiche sciagurate, quando non le hanno addirittura pretese. L'altro ieri il sindaco di Pavia rende nota una lettera nella quale ergendosi a giudice dei provvedimenti governativi, dichiara la propria contrarietà, cercando maldestramente di scansare la rabbia montante di chi è maggiormente penalizzato, facendosene paladino. Ma la lettera evidenzia solo la sua incapacità di avanzare proposte significative, oltre al tentativo di scaricare su altri responsabilità che fanno capo anche alla sua funzione.Non voglio polemizzare con i numerosi errori e omissioni dell'amministrazione in questi mesi, voglio solo richiamare in modo esemplificativo gli assembramenti tollerati nei mesi scorsi, nel centro cittadino e in alcuni esercizi pubblici, da parte di chi amministra la città.Stona anche da parte sua il plauso a una giunta regionale che purtroppo ha dimostrato scarso coraggio nell'assumersi responsabilità che le competevano. Per non parlare dei gravi errori e delle carenze evidenziati nella gestione dell'emergenza sanitaria. Oppure del fallimento di una attività ordinaria, come la programmazione della campagna vaccinale, che assegna alla Lombardia la maglia nera in Italia. Ma questo Fracassi fa finta di non vederlo. Carlo PorcariCortei nelle piazzeGli alieninegazionistiPenso che l'organo umano più sconosciuto e più complicato da studiare sia il cervello, altrimenti non riesco a spiegarmi il comportamento di tante persone sconsiderate che hanno dato spettacolo a Napoli. Vengono anche chiamati negazionisti, come quelli che addirittura negarono i forni crematori peer gli ebrei. Adesso questi negazionisti negano la pandemia Covid-19 e le tante morti che il virus ha causato e che purtroppo continua a causare. Non vogliono sottomettersi alle restrizioni che ci vengono imposte per il nostro bene e per gli altri.Certamente le limitazioni non piacciono a nessuno ma questo è il dovere che tutte le persone con un po' di buon senso debbono osservare.Mi viene un dubbio, forse queste persone non sono umane, forse sono alieni travestiti da umani. Almeno spero che lo Stato italiano riesca a farsi rimborsare i tanti danni causati da questi "alieni".Giuseppe Lanfranchi. Pavia