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Luca Simeone / paviaQuale sarà l'impatto dell'emergenza Covid sull'economia? E l'atteso rimbalzo sarà in grado di compensare la perdita subita a causa della pandemia? Domande che da tempo agitano il mondo produttivo e non solo, ovviamente, viste le ripercussioni sulla vita di tante famiglie. Le stime a livello nazionale sono note: il governo prevede un -9% del Pil quest'anno, Confindustria è più pessimista (-10%), ancora di più il Fondo monetario internazionale (-10,6%).l'indagine per l'anciOra il Cerved, la società che si occupa di analisi e studi sulle imprese, ha condotto una indagine per conto dell'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) che esaminando l'andamento di 1.600 settori produttivi e circa 730.000 imprese prova a «quantificare l'impatto del Covid19 sul tessuto produttivo delle 93 città medie italiane in base a due scenari: uno soft di graduale e costante ripresa dell'economia dal secondo semestre 2020 e uno hard di persistenza della situazione emergenziale». Da questa indagine le prospettive per Pavia sembrano un po' meno negative - ma pur sempre in un contesto di forte caduta dei fatturati - rispetto a tutte le altre città della Lombardia e di quasi tutte le altre in Italia: in ogni caso si stima nel biennio 2020-2021, dunque considerando anche la ripresa che dovrebbe consolidarsi l'anno prossimo, una batosta tra i 2,855 e i 3,781 miliardi di euro in meno rispetto al 2019. Cerved ha esaminato le città medie perché «lo shock economico generato dal Covid19 produrrà un impatto molto significativo sui sistemi produttivi delle città medie italiane che rappresentano una fetta importante del Pil nazionale, soprattutto in virtù della forte diffusione territoriale di poli industriali e distretti manifatturieri». Sommando i risultati attesi delle 93 città il calo del fatturato nel 2020-21 è stimato tra i 262 e i 344 miliardi di euro (circa la metà del totale nazionale) con una contrazione dell'11,9% nello scenario più ottimistico e rimbalzo del 10,5% nel 2021 (nel complesso -2,7% rispetto al 2019) e -16,9% in quello peggiore con un divario più ampio rispetto al 2019 (-3,9%).i numeri di paviaPer quanto riguarda Pavia, nell'ipotesi più favorevole si prevede un -10,8 quest'anno e un +10,2 l'anno prossimo, con un deficit rispetto al 2019 contenuto in un -1,6%. Mentre nello scenario più duro il calo sarebbe del 15,3 e la risalita del 14,8, con un gap nel biennio di -2,7. In entrambi i casi, comunque, la situazione di Pavia sarebbe quella a impatto Covid meno forte: in Lombardia in testa per risultato negativo nel biennio ci sono Brescia (tra -3,5% e -5%), Lecco (tra -3,3% e 4,9%), Mantova (tra -3,3% e -4,1%). Non solo, perché anche a livello nazionale soltanto cinque città hanno prospettive migliori (Parma, Latina, Ascoli, L'Aquila e Oristano), secondo l'indagine Cerved, che individua nella "specializzazione" dell'economia locale il fattore che incide sulle conseguenze - più o meno gravi - del Covid: «Il 34,9% del fatturato infatti si concentra in settori in cui l'impatto del Covid19 è particolarmente severo, con cali superiori al 25%, mentre i settori anticiclici incidono solo per il 13%».Pavia ha una percentuale di fatturato prodotto da settori più esposti alla crisi (a partire da auto ed edilizia), leggermente più bassa (33,2%), mentre potrebbe beneficiare della maggiore presenza di produzioni anticicliche o difensive, quelle cioè che non vengono tagliate in tempi di crisi o che addirittura possono crescere (beni alimentari, settore sanitario e farmaceutico, la fornitura di servizi di pubblica utilità come acqua, gas e dell'elettricità, etc.). Pavia, sempre secondo lo studio Cerved, ha poi una percentuale più bassa, rispetto alla media, di imprese in potenziale crisi di liquidità per effetto del Covid e di quelle a rischio default nello scenario peggiore. Ulteriori elementi che nelle previsioni consentiranno a Pavia di reggere meglio l'urto della crisi. --