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SanitàI responsabilidella nuova epidemiaLa tragica morte di sette suore Pianzoline di Mortara per Covid-19v non fa che confermare come la situazione anche nel nostro territorio stia peggiorando rapidamente.Stiamo assistendo a un aumento vertiginoso di contagi in tutta la provincia, come nel resto d'Italia.Le responsabilità è dei nostri amministratori, in primis della Regione Lombardia. Negli ultimi anni la Regione, a guida leghista ha pesantemente ridimensionato i servizi sanitari nel territorio. Sono stati ridimensionati gli ospedali di Mortara, Mede, Casorate e lo stesso ospedale di Vigevano è in gravi difficoltà.I medici di base, come da loro stessi denunciato, sono stati lasciati soli ad affrontare questa grave situazione.Il grave è che si continua sulla stessa strada, si sono sprecati i mesi estivi, cullandosi nella colpevole convinzione che tutto fosse passato e bastava aspettare il famoso vaccino anti Covid per tornare alla normalità.Non si sono potenziati i servizi sanitari sparsi sul territorio, gli unici a detta di tutti gli esperti in grado di tenere la situazione sotto controllo; addirittura la Regione è, come denunciato dagli stessi medici di base, in criminale ritardo nel reperimento dei vaccini antinfluenzali, importantissimi in questa fase per non aggravare la già pesante situazione degli ospedali.Di questo peggioramento porta grandi responsabilità anche il governo Conte, il quale sotto le pressanti richieste del mondo imprenditoriale ha colpevolmente riaperto anche settori non vitali per la nostra economia, vedi le discoteche in estate.Ma soprattutto, ha pesato negativamente, la campagna mediatica ben orchestrata da alcuni settori economici che tendeva a minimizzare la pericolosità del virus.La responsabilità è di chi tutti i giorni in televisione critica le misure di prevenzione come inutili e dannose all'economia e di chi non ha minimamente organizzato un sistema sanitario per individuare i focolai e isolarli.Piero Rusconi. Rifondazione Comunista - PaviaZecconeEdificio incompiutoin piazza AngeliniDa troppo tempo si aspettano chiarimenti sulla destinazione d'uso dell'edificio incompiuto di piazza Angelini, a Zeccone. Una faccenda che si protrae da più legislature: viene da pensare che il diavolo ha messo diversi blocchi.Molti si sono domandati se era proprio necessaria per la piccola comunità di Zeccone creare una struttura che esce dai canoni tradizionali, con complesse progettazioni bisognose di continue manutenzioni. Un edificio che non è né carne né pesce e non rispetta la struttura urbana del paese. Ma per dare nuovi impulsi alla comunità si doveva realizzare un complesso destinato al terziario:ora i nodi vengono al pettine e la patata bollente passa di mano in mano.Ci si augura che finalmente dopo tanta inerzia la struttura di piazza Angelini possa animarsi con giusta destinazione d'uso.Luisemi. ZecconeDialettoUn salutoal nostro parrocoL'ultim tempurall'è stai don Giancarlo.Poeu, è rivà ch'al prèvi chi,giuvin, cui sandali,sensa calsèt.L'ha lavurà me un asi,sempar dispunibil,e al s'è fai vurè ben.Sèt an ièn vulà via.E dumenica,26 ad lui, finì la Mèsa,al s'ha dii, cun un po' ad magon, / che al Vèsc,al la manda a San Lanfranc.E l'ubidiensa l'at fa dì ad sì.Certo ch'as piasaris savè al parchè. / Ma ciapatla no,ch'at vè a stà mei, / e chi t'è ben sumnà. / E magari lì,gh'è anca meno da tribulà.Fuma intant me quèi,ca taca l'asi indè, / ca disa al padron. / A l'è stai bèl,ma l'è pasà. / Intanta al temp l'è vulà, / e è rivà anca,al mument d'andà.Gaetano Respizzi. Pavia