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BINASCO-Il piano attuativo "Molino Nuovo" è una logistica "mascherata"? A chiederselo è il gruppo di minoranza "Binasco sei tu" guidato da Mario Vecchi che ha firmato un'interpellanza in proposito. L'opposizione che aveva chiesto due anni fa di non adottare il piano e che si è vista respingere ad inizio 2019 tutte le osservazioni presentate, ha mantenuto accesi i riflettori sul capannone edificato da Zust Ambrosetti. Ancor più dopo che la stessa società ha depositato sei mesi fa a Città Metropolitana, istanza per la verifica di assoggettabilità alla "Via" (Valutazione d'impatto ambientale), il progetto di cambio di destinazione d'uso dell'edificio realizzato per lo svolgimento di centro di magazzinaggio, deposito e movimentazione merci, ovvero una piattaforma logistica. «L'area oggetto del piano "Molino Nuovo"- osserva Vecchi- che ospita ora il grande capannone, è disciplinata come area di trasformazione di iniziativa privata che prevede le destinazioni d'uso terziario-ricettivo-direzionale, artigianale, commerciale come da Pgt - spiega Vecchi -. L'amministrazione nel maggio scorso ha dichiarato che sono stati realizzati 80 portali di carico e scarico, in numero nettamente superiore alle previsioni rappresentate nel piano attuativo». Insomma, sostiene Vecchi, è del tutto evidente che un capannone con 80 portali di carico e scarico mal si adatta alla destinazione "artigianale/produttiva" formalmente dichiarata ma, al contrario, è adattissimo per la logistica. Non ci sarebbe dunque conformità sotto il profilo urbanistico e questo lo ha sottolineato anche il Comune. «Zust Ambrosetti, che rappresenta una realtà nel mondo della logistica e del trasporto su gomma- aggiunge Vecchi- ha acquistato l'area appena adottato il piano attuativo, quindi prima che lo stesso venisse approvato, pur sapendo che non era contemplata la destinazione logistica. Chiediamo ora di sapere cosa in dettaglio i titoli abilitativi rilasciati dal nostro Comune autorizzavano a costruire e a che condizioni. Perché pur sapendo chi fosse l'operatore e la sua attività, l'amministrazione si è messa nelle condizioni di ritrovarsi un capannone unico con 80 baie di carico?». Le preoccupazioni sono anche per le "ricadute" in termini viabilistici ed ambientali. --Gianluca Stroppa