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Carlo Gravina Sono diversi i bonus diventati operativi in questi giorni o che stanno per essere attivati a breve (per altri ancora, magari meno noti, si prosegue invece nell'erogazione). In queste due pagine viene proposta una carrellata di agevolazioni rivolte direttamente ai contribuenti. Tra queste il bonus Pc e internet di 500 euro che permette, in questa prima fase, alle famiglie a basso reddito la possibilità di avere un accesso facilitato alla rete. Dopo la pubblicazione del decreto del ministero dello Sviluppo economico, nei prissimi giorni è atteso un manuale con tutti i dettagli operativi per il via libera definitivo. Il contributo arriverà sotto forma di un pacchetto completo offerto ai clienti dagli operatori telefonici. I richiedenti - che dovranno presentare la domanda agli operatori autocertificando un reddito Isee inferiore ai 20 mila euro - devono essere sprovvisti di rete internet o ne devono possedere una di velocità inferiore ai 30 Mbit/s. Il piano cashback L'obiettivo è duplice: con il piano cashback il governo intende far emergere le transazioni in nero e contemporaneamente dare una accelerata alla diffusione in Italia dei pagamenti elettronici, specialmente per quelli con importi di pochi euro. Il piano partirà il 1° dicembre. Per avere il quadro definitivo, però, bisognerà aspettare il regolamento che il governo, dopo il parere positivo del Garante della privacy, pubblicherà entro la fine di novembre. Contestualmente, è in atto una trattativa tra esecutivo e operatori del settore con l'intento di abbattere il più possibile le commissioni sulle transazioni con il Pos: allo studio la possibilità di azzerare i costi per le spese fino a 5 euro. La struttura del progetto è già ben delineata. La misura prevede la possibilità per il cittadino di vedersi rimborsato il 10% delle spese effettuate con moneta elettronica, con un tetto massimo di 3 mila euro annui. Complessivamente, quindi, ogni cittadino nell'arco di un anno potrà avere un rimborso massimo di 300 euro (il 10% di 3 mila euro). Per accedere al programma, però, bisogna effettuare almeno 50 operazioni ogni 6 mesi. Insieme al rimborso del 10% è previsto anche un premio già denominato "supercashback". Lo strumento, che di fatto sostituisce il bonus Befana ipotizzato prima dell'emergenza Covid-19, premierà direttamente con 3.000 euro i primi 100 mila cittadini che effettuano il maggior numero di transazioni elettroniche in un anno. Come sottolineato da Palazzo Chigi, a determinare la classifica non sarà la spesa effettuata ma il numero delle transazioni: «L'acquisto di 5 caffè ha lo stesso valore di quello di 5 borse di lusso». La svolta digitale Come avviene per molti dei bonus introdotti dall'esecutivo, per aderire è necessario avere lo Spid (il cui funzionamento è spiegato nel dettaglio a pagina V di questo inserto, ndr) con il quale bisognerà registrarsi sull'app IO, che gestirà dalla A alla Z tutto il programma di cashback. Al momento della registrazione, servirà inserire dati anagrafici, codice fiscale e riferimenti di bancomat e carte di credito con le quali si intende partecipare al programma. Sarà Consap a gestire la partita dei rimborsi, probabilmente con un accredito diretto in conto corrente (le direttive sono in fase di realizzazione in vista dell'avvio, ndr). Gli altri sconti Non sarà solo il piano cashback a caratterizzare i prossimi mesi. Quello dei bonus è un universo molto ampio e che va oltre la cornice nazionale e trova piena applicazione anche a livello di amministrazioni locali, con esempi anche diversissimi. Basti pensare al bonus sui matrimoni introdotto da Sardegna e Puglia, o alcune sovvenzioni varate dai Comuni (tra cui quelle destinate in alcune località a chi adotta un cane o un gatto).Il consiglio, anche in questa circostanza, è di controllare i siti istituzionali di Comuni e Regioni, sui quali in linea di massima sono sempre presenti i dettagli di tutte queste iniziative. --© RIPRODUZIONE RISERVATA