Varzi in corsa grazie a Iervolino «Ma devo adattarmi al ruolo»
il protagonistaGiovane. Eccelso tecnicamente. Ruolo: una seconda punta che sta imparando a fare il centrocampista esterno sinistro (mezzala di un tempo), adattabile anche a esterno difensivo a sinistra. E a proposito di sinistro: tiro da fuori area micidiale. Ne sa qualcosa il giovane portiere del Pavia, Christian Garzero. Mattia Iervolino (2001), è già un astro nascente, ma è anche colui che con un sinistro secco all'incrocio da fuori area, ha regalato al Varzi, il prezioso pari di Coppa al Fortunati di Pavia, tenendo i granata in corsa per il primo posto del girone 16. Primo tempo opaco (come per la squadra), ripresa super, in particolare per lui. A fine gara le scuse personali al presidente Fabrizio Catenacci, per la prestazione a metà e la dedica per il gol. «Iervolino è un gran bravo ragazzo, un giocatore di calcio a tutti gli effetti, devo imparare a scrollarsi di dosso tensioni ed emozioni». Questa l'etichetta usata da Catenacci. E lui? «Ha ragione il presidente. Nel primo tempo non siamo stati noi stessi e io in particolare. Forse la tensione, lo stadio, il fatto di affrontare il Pavia, una squadra forte e della storia importante». E poi? «Ci siamo detti di restare calmi e di giocare come sappiamo. Siamo cresciuti e paradossalmente abbiamo giocato meglio di loro una volta andati in inferiorità numerica». Il gol? «Da lì so che devo provare a tirare in porta. L'ho sempre fatto. Succede anche di non fare centro, ma ci ho provato». Anche nel primo tempo... «Ho avuto quella girata in area dove potevo anche segnare. Sono riuscito a stoppare e a girarmi in una frazione di secondo».La scuola Pro Sesto alle spalle e due anni in Promozione con la maglia dell'Atletico San Giuliano. E tanta strada da percorrere più volte alla settimana, da Pioltello per recarsi agli allenamenti a Rivanazzano e a Varzi per le gare casalinghe. «Un sacrificio che faccio volentieri - aggiunge il neo acquisto granata - perché se vuoi emergere è proprio questa la strada da percorrere». Nasce attaccante, ma si è trasformato in centrocampista. «Fatico ancora un po' a collocarmi sul mezzo sinistro di centrocampo nel 4-3-3 del mister. Ero più abituato ad agire da seconda punta o giocare nei tre davanti. Ma mi sto adattando». Obiettivi? «Migliorare nell'approccio alla posizione, fare bene con il Varzi, e segnare altri gol che contano». --Alessandro Maggi