Il "Collar" che dovrebbe proteggere dai rischi

paviaIl "Collar" è uno strumento finanziario derivato che fornisce una protezione finanziaria dal rialzo del tasso variabile di riferimento, Euribor, limitando con un tetto massimo (strike-Cap) i maggiori costi conseguenti ad un eventuale rialzo dell'Euribor e consentendo di beneficiare di un eventuale abbassamento dell'Euribor stesso fino ad un livello minimo (strike-Floor). Per quasi quindici anni banche italiane, ma soprattutto estere, hanno piazzato a 797 enti locali e lungo tutto il Paese migliaia di contratti derivati, sconosciuti ed incomprensibili ai più. Comuni, Province e Regioni si sono trovati, senza saperlo, con buchi milionari e gli effetti di quei contratti durano ancora oggi e lo faranno per molti anni a venire, dato che alcuni hanno durata trentennale. Lo scorso maggio, una sentenza della Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha fissato alcuni principi che potrebbe portare all'annullamento di parecchi dei contratti in essere, in modo da chiudere le voragini che si erano aperte nei conti degli enti. Stabilisce infatti che i derivati negli enti locali sono ammessi solo come copertura dei rischi e non per scommettere sui tassi. Inoltre l'ente locale deve in ogni caso sapere qual è il rischio massimo a cui si espone e deve conoscere il valore del contratto, il mark-to-market. Deve essere informato sulle probabilità che ha di perdere o guadagnare e sui costi occulti. --S. PR.