Il 27% ancora in smart working spostamenti a livelli pre-Covid
paviaL'analisi di Assolombarda prende in considerazione anche altri indicatori, oltre a quelli classici su produzione, occupazione ed export. Tra questi, gli spostamenti di persone e merci, dopo un periodo nel quale i movimenti sono stati drasticamente ridotti: un altro aspetto da considerare per capire quanto velocemente sta avvenendo il ritorno alla normalità. «Gli spostamenti per motivi di lavoro rilevati da Google Maps nei primi giorni di settembre in Lombardia continuano ad essere ridotti del 34% rispetto al periodo pre-pandemia», sottolinea il rapporto di Assolombarda. Un effetto della prosecuzione per molti del lavoro in modalità smart: se è vero che - dall'indagine effettuata su un campione di imprese di Milano, Pavia, Lodi, Monza e Brianza - la percentuale di aziende che a luglio erano ancora chiuse si è ridotta al 2% (contro il 7% di maggio) e quelle totalmente aperte sono passate dal 72% all'85%, è anche vero che la percentuale di dipendenti che lavorano da remoto è sì in calo rispetto al 47% di maggio, ma rappresentava a luglio ancora una quota rilevante (27%).Tra l'altro Pavia fa registrare un tasso di mobilità (in generale, non legata solo al lavoro) superiore rispetto alla media lombarda e delle altre tre province (Milano, Monza e Brianza, Lodi) che rientrano nel perimetro di Assolombarda: al 30 giugno si era tornati quasi a livello del periodo pre-Covid 13 gennaio-16 febbraio (-1%), e al 15 luglio e 4 settembre quel livello è stato anche se di poco superato (+2% e +4%), mentre il dato lombardo è di poco inferiore (0% e -1%). E anche al 30 marzo, picco negativo, la caduta degli spostamenti (-57%) era stata a Pavia un po' meno drastica rispetto al dato regionale (-66%), così come nei mesi successivi. --L.si.