La sala Damiani riaperta con la serata sul Covid
DORNO «Il Covid-19 non è più un nemico che colpisce alle spalle. Ora lo si conosce meglio, ma vanno mantenuti comportamenti responsabili e, appena possibile, vaccinarsi già per la normale influenza stagionale in maniera da rendergli la vita difficile». Così l'immunologo vigevanese Mario Giacometti, che lavora all'ospedale della città cucale, ha parlato del Covid durante l'incontro di venerdì sera nella sala polivalente "Walter Damiani" di Dorno, a margine della presentazione del libro "La storia del Coronavirus a Pavia" edito da Typimedia, curato da Alessandro Repossi, direttore del settimanale "Il Ticino", pavese di adozione ma originario di Dorno. La serata ha costituito anche il primo evento ospitato nella sala Damiani ristrutturata. A inizio serata un minuto di silenzio per le vittime del Covid-19, poi il racconto di Alessandro Repossi. Si parte da lunedì 27 gennaio, con la vicenda di uno studente cinese arrivato dalla zona di Wuhan che viene messo in "quarantena" dall'Università di Pavia. In seconda battuta si passa ai casi sospetti di inizio febbraio, al "paziente 1" che da Codogno viene trasferito al San Matteo di Pavia, ai primi contagi in città e in provincia. Quindi l'emergenza sanitaria al San Matteo e negli altri ospedali della provincia, nelle case di riposo e nei piccoli comuni, che hanno pianto tante vittime.«Non ho avuto il coraggio - ha detto Repossi - di insistere sul dolore che derivava dalla contabilità dei decessi fatta da medici e infermieri». Presenti in sala i consiglieri regionali Ruggerro Invernizzi e Roberto Mura e la docente di Storia medioevale dell'Università di Pavia Renata Crotti Pasi. --M.D.