Bosi rinvia ancora le dimissioni «Le presenterò nei prossimi giorni»
Luca Simeone / paviaHa spiazzato tutti. Quella di ieri si preannunciava come la giornata delle dimissioni da presidente della Camera di commercio, invece Franco Bosi ha deciso di restare al suo posto, pur aggiungendo che si appresta farlo nei prossimi giorni una volta sentiti i suoi legali per deciderne le modalità. Si tratta comunque di una situazione paradossale dal momento che, a meno di proroghe in extremis, è alle porte il commissariamento dell'ente per effetto del decreto Agosto che ha accelerato sulla riforma delle Camere di commercio.la difesa di bosi Ieri mattina, dunque, era in programma la riunione del Consiglio camerale proprio per affrontare la questione del presidente (l'impresa di cui è amministratore è stata raggiunta da un'interdittiva antimafia della prefettura). Tra i consiglieri c'era la convinzione che Bosi avrebbe fatto un passo indietro. Così non è stato: il presidente - che non comunica da un po' di tempo con la stampa - ha in sostanza ribadito che la questione che riguarda la sua azienda non inficia il suo ruolo alla guida dell'ente e d'altra parte i consiglieri ne hanno preso atto. «Ci dobbiamo rimettere alla sua coscienza - dice Renato Perversi, presidente di Confartigianato e componente di giunta - per quanto mi riguarda la fiducia nella persona non è cambiata. Se ci fosse stata un'ipotesi di reato la questione sarebbe stata diversa». Nessun commento da parte del vicepresidente della Cciaa, Giovanni Merlino (Federalberghi), mentre oggi si riunirà la giunta dell'Ascom per discutere della situazione, anche alla luce di quello che potrà succedere dal 14 settembre con il previsto commissariamento. «Bosi si rende conto che al di là di tutto la situazione che si è venuta a creare danneggia la rappresentatività dell'ente - spiega Marialisa Boschetti, presidente Cna e componente di giunta - nonostante che l'interdittiva non comporti una vera e propria accusa nei suoi confronti. Ci ha anche ribadito di aver ricevuto molte chiamate da parte dei rappresentanti delle altre Camere contrarie alla riforma, preoccupati perché rischiano di perdere il loro coordinatore. Le dimissioni sono una questione delicata che attiene alla sua coscienza». Il presidente della sede di Pavia di Assolombarda, Nicola de Cardenas, esprime «apprezzamento, a nome di tutte le imprese associate, per il lavoro fino a qui svolto da Franco Bosi» e confida che le vicende legate all'interdittiva vengano presto chiarite, ribadendo allo stesso tempo il massimo impegno e rigore di Assolombarda nel contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche. «Franco Bosi ha ricoperto questo incarico in anni molto difficili - aggiunge de Cardenas - ricercando sempre la più ampia condivisione delle Associazioni imprenditoriali e realizzando importanti iniziative per la valorizzazione del sistema produttivo pavese e del territorio», tra cui «il progetto Pavia 2020, il rilancio dell'Autunno Pavese, il recupero del Palazzo Esposizioni e di Cupola Arnaboldi. Bosi, insieme agli organi camerali e con l'unanime consenso delle associazioni imprenditoriali, si è adoperato col massimo impegno affinché la Camera di Pavia fosse adeguatamente valorizzata nel processo di riforma».le voci criticheMa va ricordato che la vicenda del presidente ha già dato a quattro dimissioni di consiglieri, in dissenso con la decisione di Bosi di non farsi da parte. Alberto Righini dell'Ance, Roberto Gallonetto e Loredana Coccino di Confartigianato Lomellina, Mario Spadini dei consumatori. Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Lomellina, aveva spiegato come la decisione dei consiglieri della sua associazione fosse «in linea con i nostri codici etici». Non era stato nascosto il fastidio per la mancata convocazione immediata del Consiglio, che è l'organo che elegge il presidente. Rilievo condiviso da Righini: «Ance non può sedere insieme alla procura negli incontri sulle infiltrazioni mafiose e fare finta di nulla di fronte a una interdittiva. Quel provvedimento non è un avviso di garanzia, ma viene preso dalla prefettura al termine di una ricostruzione acclarata. Ho un obbligo preciso che mi hanno dato le imprese: prendere le distanze da situazioni poco chiare». Durissima era stata Federconsumatori, che aveva chiesto a Bosi di lasciare spazio al commissario: «Da sempre consideriamo il presidente una figura inconsistente e non all'altezza della situazione». --