Sospetti e malati, la fila è unica si teme un altro mercoledì-caos

il casoNel parcheggio del Fortunati un percorso a serpentina porta al tendone per fare i tamponi. Mercoledì e giovedì sono i giorni dedicati. E per questo domani si teme il caos, perché le file per il test nasale si mescoleranno, all'ingresso del cancello, con le code del personale scolastico che dovrà fare i siero test, nel secondo tendone allestito di fianco. Il timore è basato sull'esperienza: la scorsa settimana, negli stessi giorni, le file per il tampone correvano lungo il Naviglio. Qualcuno in coda si è sentito male, per colpa del caldo. Anche se le linee bianche tracciate in terra obbligano al distanziamento di almeno un metro dalle persone e le mascherine sono obbligatorie, come prescritto dai cartelli, c'è in effetti un solo percorso per tutti coloro che devono sottoporsi al tampone, sia che abbiano i sintomi sia che non manifestino nulla. In coda possono stare, ad esempio, quelli che tornano dalle ferie da paesi a rischio, come Spagna e Croazia, ma anche coloro che, preoccupati da qualche sintomo, vogliono togliersi ogni dubbio. «Ma non sarebbe questa la procedura corretta - spiega Giuseppe Faè, responsabile della protezione civile, in presidio ormai permanente allo stadio Fortunati -. Forse qualcosa nella comunicazione non ha funzionato ma le persone con sintomi dovrebbero restare a casa e fare il tampone con le Usca. Altrimenti succede quello che è capitato alcuni giorni fa, quando un giovane con la febbre è svenuto ed è caduto per terra, perché non riusciva a stare in piedi. Noi come operatori facciamo il possibile per capire le situazioni, e se ci sono anziani o invalidi interveniamo, ma nella confusione non si riesce a tenere sotto controllo tutto». L'episodio del ragazzo che si è sentito male mentre era in coda, sotto il sole, con la febbre e con sintomi Covid è stato registrato da diversi testimoni. «Con il mio ragazzo siamo arrivati alle 10 e abbiamo fatto il tampone alle 12 e un quarto, dopo una coda interminabile sotto al sole - racconta una donna che si trovava davanti al Fortunati mercoledì scorso -. C'erano persone visibilmente malate che tossivano e starnutivano, non sono stati adibiti dei box per differenziare chi ritorna dall'estero o da una vacanza in Italia. Un ragazzo è svenuto sotto al sole battendo la testa. Tutte le persone che fanno la fila osservano il distanziamento, ma così si corre il rischio che chi non sia positivo lo diventi facendo la fila». Ats ribadisce che «in caso di sintomi bisogna rivolgersi al proprio medico di base, che provvederà ad attivare le Usca». Se dovesse invece accadere che una persona con sintomi si presenta lo stesso al tendone «avrà la precedenza - assicurano dall'Ats -. Per quanto riguarda gli anziani e i disabili, il test viene eseguito in auto direttamente. Per tutti gli altri non c'è il rischio di contagio perché nelle code è garantito il distanziamento e tutto avviene con la massima sicurezza». Il tendone per i tamponi resterà davanti allo stadio Fortunati fino al 10 settembre, ma con possibilità di ulteriore proroga fino al 12. «Poi di certo andrà trovata un'altra sede, più idonea per l'autunno e soprattutto per l'inverno - spiega Faè della Protezione civile -. L'emergenza non è ancora finita». --M. Fio.