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Il ricordoClaudio Savioun vero protagonistaLa recente e improvvisa scomparsa di Claudio Savio ci ha fortemente colpiti e addolorati. Desideriamo rendere testimonianza interpretando i sentimenti di stima e gratitudine degli aclisti pavesi e dei tantissimi giovani, e meno giovani, che hanno potuto usufruire di percorsi formativi che Savio, direttore Enaip, proponeva. Egli credeva fortemente nelle possibilità della formazione come valorizzazione della persona. Vogliamo ricordare i corsi del Fondo Sociale europeo sulle nuove tecnologie, con formazione in aula e in azienda, che permisero a tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro. E alle aziende di avere risorse umane preparate. E poi corsi per donne disoccupate per l'assistenza alle persone. Formazione che ha permesso alle Acli pavesi di progettare e realizzare cooperative per l'assistenza agli anziani e alla famiglie. Ci riferiamo alle cooperative Aldia e Marta. Cooperative che dovevano essere autogestite dai soci lavoratori. Era per una democrazia ricca di corpi intermedi, basata sulla crescita del terzo settore con la partecipazione attiva e responsabile dei cittadini. Partecipazione che ha continuato a sostenere e sviluppare anche a Torre d'isola. Una democrazia attenta a crescita e integrazione delle persone svantaggiate. E poi l'impegno per un sistema elettorale bipolare per dare ai cittadini la possibilità di scegliere la coalizione vincente. Per non dimenticare le battaglie per la legalità, in tempi di tangentopoli. Quanti interrogativi ci ponevamo su come reinventare la solidarietà, la giustizia sociale e lo sviluppo del territorio. Come non ricordare gli incontri con Iannacone Pazzi, Pietro Ingrao, Giovanni Bianchi, Norberto Bobbio, il cardinale Arinze, i mons. Volta, Pellegrino, Tettamanzi, Riva, Nervo, Capovilla, padre Sorge. Le Acli pavesi come luogo di ricerca, dialogo e confronto aperto, partecipato e serrato. E Claudio era un organizzatore e comunicatore insostituibile e prezioso. Infine il grande dispiacere per aver dovuto chiudere i corsi per calzaturieri a Vigevano per mancanza di allievi e per non aver trovato alleati nel lanciare la città come polo calzaturiero di alta gamma. Claudio Savio è stato un protagonista e testimone, con il suo impegno feriale, non solo nelle Acli, per far sì che il nostro paese sia ricco di corpi intermedi che sono anche antidoti ai populismi.Gianni Andreani, Francesco Peruselli. Acli PaviaSolidarietàNel dopo-Covidcresce il bisognoGentile direttore, in questo caldo agosto post Covid (che speriamo non ritorni, perché troppa sofferenza e troppi morti ho visto nei mesi di marzo, aprile e maggio durante le ore trascorse in reparto) continua il nostro impegno a favore di chi è fragile e vive un quotidiano fatto di poco e niente. Lo facciamo insieme agli amici di Cuore Clown e alle amiche de Il Mondo Gira e Presi nella Rete cercando, per come possiamo, di aiutare. Non è semplice però si fa.Questa mia lettera vuole provare a porre alta l'attenzione sul numero sempre più elevato, come era immaginabile, di persone che in questo periodo di post-Covid 19 si trovano in difficoltà. Sto lavorando in reparto e mi colpisce che stiano aumentando gli anziani che, senza parenti, figli o conoscenti, sono soli. Veramente soli! La solitudine è una brutta bestia, un problema che, in un modo o nell'altro sfiora tutti. Non entro nelle dinamiche familiari, perché in ogni famiglia c'è un mondo a sè e la famiglia del Mulino Bianco son convinto che non esiste. Colpisce però vedere la 90enne che muore sola e quando il medico chiama a casa i parenti, che ci sono perché hanno lasciato un numero di cellulare, non rispondono e il telefono suona a vuoto o è staccato. Colpisce ricevere nel giro di tre giorni tre richieste da tre reparti diversi per chi è ricoverato: magliette, pigiami, spazzolino da denti. Meno male che c'è la sensibilità degli infermieri, però tutte queste richieste preoccupano. Probabilmente significa che c'è più bisogno del solito.Durante l'anno facciamo questo servizio di distribuzione di biancheria, però da qualche mese a questa parte le richieste sono aumentate. C'è molto da fare e la soluzione è, come sempre, quella di mettere insieme saperi, competenze e progettualità per non perdere tempo e soprattutto energie partendo dal presupposto che tutti, anche chi pensa che non gli potrà mai succedere, si può trovare un giorno ad aver bisogno di qualcuno che gli tenda una mano. La mia richiesta con questa lettera è di tenere alta l'attenzione, chiediamo a voi del giornale di raccontare ancora di più di quello che fate queste povertà e cercare, chi può, di darci una mano perchè servono vestiti, biancheria intima e disponibilità ad aiutare.Grazie per quello che si potrà fare insieme.Ruggero Rizzini. infermieree volontario Ains onlus, Pavia