«I primi a vaccinarsi dovrebbero essere insegnanti e studenti»

L'INTERVISTAImmunizzarsi contro l'influenza. Per non confondere i sintomi con quelli del Covid-19 e per limitare la pressione sul sistema sanitario. La stessa Commissione europea, tra le strategie da adottare per gli Stati membri, ha indicato, tra i punti da attuare, il contrasto all'influenza, allargando le fasce di popolazione da vaccinare. Ampliare il numero di persone vaccinate è quindi "fondamentale", sostiene il professor Giovanni Maga, virologo e direttore del laboratorio di virologia molecolare presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia.Professor Maga, perché è importante vaccinarsi? «Quest'anno è indispensabile che si vaccini il maggior numero possibile di persone, anche i giovani. I sintomi influenzali sono molto simili a quelli del Covid-19 e quindi si facilita la diagnosi, escludendo l'influenza e concentrando gli accertamenti sul Coronavirus. Inoltre le conseguenze potrebbero essere pesanti per i soggetti più fragili, il fisico ne resterebbe particolarmente provato e quindi più esposto. In quelle condizioni, l'incontro con il Covid sarebbe molto pericoloso. Altra situazione possibile è quella che si possano contrarre entrambi i virus contemporaneamente. Ecco perché l'obiettivo deve essere quello evitare complicanze ed essere protetti il più possibile».La Regione ha acquistato 2,4 milioni di dosi, anche vaccini spray per i bimbi e un super vaccino per gli anziani.«Lo spray evita l'iniezione e non ha alcuna controindicazione, mentre il vaccino potenziato ha lo scopo di tutelare ulteriormente le persone più anziane e fragili, e quindi più a rischio. La formulazione è stata studiata appositamente per fornire una risposta forte ha chi ha un sistema immunitario compromesso».Professore, chi dovrebbe vaccinarsi? «Più persone possibili per evitare di intasare i pronto soccorsi e facilitare il lavoro del personale sanitario che, in caso di un ritorno del Covid, andrà incontro ad un ulteriore stress. Ma devono farlo soprattutto coloro che lavorano in contatto con gli altri, gli insegnanti, i commercianti e anche la popolazione scolastica. Perché il distanziamento di un metro, per i limiti dell'edilizia scolastica, sarà difficilmente rispettato». --S.PR.© RIPRODUZIONE RISERVATA