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roma "Rivoluzione" d'agosto per il M5S che ha chiamato la sua base a votare per la modifica di due veri e propri totem per il Movimento: la cancellazione della regola dei due mandati e l'alleanza con i partiti tradizionali. Si tratta di un cambiamento che, allo stato, vale solo per il voto alle amministrative ma in molti, nel Movimento, sanno che questa prima deroga potrebbe aprire la porta anche ad una cancellazione del divieto a livello nazionale. Il futuro del M5S è dunque in mano agli iscritti su cui arriva ad urne aperte il pressing di Luigi Di Maio: «Voterò due Sì perché mi fido dei territori», perché Virginia Raggi ha dimostrato di saper sostenere «una pressione senza precedenti» e perché non bisogna temere le alleanze, le stesse che hanno consentito a Conte di diventare premier.Il voto si chiuderà oggi alle 12. Sull'abolizione del primo mandato da consigliere, apripista per una eventuale cancellazione del tetto dei due mandati anche per i parlamentari, si concentra l'attenzione dei 5S. L'opzione è molto temuta dalla schiera di eletti entrati in Parlamento in questa legislatura che sono in diretta concorrenza coi big del Movimento. Una pattuglia per nulla esigua. Il presidente della Camera, Roberto Fico, passando per i ministri Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Fabiana Dadone, Federico D'Incà, Nunzia Catalfo, con i loro vice e sottosegretari sono, infatti, solo alcuni dei nomi della folta schiera di parlamentari 5s che hanno già raggiunto il tetto del secondo mandato e che, stando alle regole per loro tuttora in vigore, non potranno ricandidarsi nella prossima legislatura. --