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Giorgio Viberti INVIATO A BAROLO Clamoroso. I Mondiali di ciclismo su strada, previsti dal 20 al 27 settembre a Aigle Martigny, in Svizzera, sono stati annullati. Il Consiglio federale elvetico, preoccupato dalla pandemia di coronavirus, ha infatti deciso di mantenere le misure restrittive che vietano di organizzare eventi con affluenza di più di mille persone. Inoltre dall'8 agosto in Svizzera i viaggiatori provenienti da ben 45 Paesi devono osservare la quarantena. Così gli organizzatore della settimana iridata, 11 gare in 8 giorni, si sono dovuti arrendere. L'Uci (Federciclismo internazionale) sta ora cercando una sede alternativa, preferibilmente in Europa: da escludere quindi l'ipotesi Oman, avanzata qualche mese fa. L'impresa però non è facile perché manca poco più di un mese all'evento iridato e il costo normalmente si aggira intorno a una dozzina di milioni, cifra molto pesante soprattutto in questo periodo di pandemia ma che potrebbe essere "scontata". Infatti qualche candidatura c'è, anche perché il Mondiale dovrebbe ridursi a poche gare, quelle in linea e a cronometro delle categorie élite uomini e donne, da svolgersi il 26-27 settembre. Verrebbero invece cancellate le altre prove, junior e under 23.Molto intrigante è l'interessamento da parte del Comitato organizzatore dei prossimi Campionati Italiani in Veneto (21-23 agosto), guidato dall'ex corridore professionista Pippo Pozzato. «La speranza c'è, ma non è facile concretizzarla - ci ha detto il 38enne vincitore della Milano-Sanremo 2006 -. Un Mondiale non si improvvisa, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello finanziario. Però qualche imprenditore veneto si è già fatto avanti». Poiché si sapeva che il Mondiale in Svizzera era a rischio, Pozzato 10 giorni fa aveva incontrato il n. 1 della Federazione internazionale Lappartient che gli aveva chiesto se fosse stato disponibile. Per ironia della sorte proprio il Veneto avrebbe dovuto organizzare i Mondiali 2020, ma la cordata dell'avvocato Claudio Pasqualin - re dei procuratori del calcio e innamorato del ciclismo - era stata battuta in extremis dalla Svizzera. Sarebbero invece infondate le voci che davano in lizza anche l'Emilia-Romagna guidata dal ct azzurro Davide Cassani. «Un'ipotesi irrealizzabile, anche perché troppo costosa». In margine al GranPiemonte, che si è corso ieri nelle Langhe, è rimbalzata la suggestiva idea di un Mondiale nel Cuneese, che sarebbe teatro ideale per il territorio pieno di strappi e anche per la bellezza dei paesaggi. Sul piatto ci sarebbero però un paio di forti candidature dalla Francia, guarda caso la patria di Lappartient: in pole position la Savoia, in alternativa la Bretagna nella zona di Plouay, che già ospitò il Mondiale nel 2000 e che sarà sede dei prossimi Europei su strada del 24-28 agosto. La lotta comunque è aperta: nei prossimi giorni si saprà chi l'avrà spuntata. Se nessuno ce la farà, allora i Mondiali salteranno del tutto e in quella settimana potrebbero essere anticipate almeno un paio di grandi classiche che per ora sono programmate a ottobre, in concomitanza con il Giro d'Italia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA