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roma Dopo gli annunci sulle assunzioni a scuola, si scopre che in realtà verrà ingaggiata solo una parte della cifra indicata, e che bisognerà ricorrere ai supplenti soprattutto nelle materie scientifiche, per il sostegno e per le cattedre al Nord. Una novità? No, è così ogni anno. L'ultima cifra a diversi zeri annunciata dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina risale a giovedì sera: in prima serata tv, per raggiungere una platea di spettatori più ampia possibile, ha annunciato 97.223 assunzioni a tempo pieno con 1,3 miliardi in più per finanziare l'aumento di organico, l'affitto degli spazi, le risorse per gli enti locali. Il miliardo e 300mila euro era notizia nota, ora si ha il dettaglio sulle assunzioni. Comprendono 84.808 docenti, 11.323 personale Ata (in larga parte bidelli), 472 insegnanti di religione cattolica, 91 educatori. Ci sono risorse anche per 529 dirigenti scolastici: 458 assunzioni avverranno per scorrimento della graduatoria del concorso del 2017 (fra cui quella della stessa ministra), 29 dalla graduatoria del 2011 e 42 per «trattenimenti in servizio». Tutto bene, la ministra era molto soddisfatta. Ma davvero le 84mila assunzioni saranno la soluzione ai problemi di distanziamento e organici? «Questi 84mila di cui si parla - spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda insegnanti - sono posti messi a disposizione dal ministero ma nei fatti ogni anno in media se ne assegna la metà». E gli altri vanno a ingrossare le eterne graduatorie. Lo scorso anno il Mef aveva autorizzato l'assunzione di 53.627 insegnanti ma alla fine ne erano stati assunti 25mila lasciando senza una cattedra circa 22mila aspiranti docenti. Una cifra che quest'anno rischia almeno di raddoppiare. Secondo la Gilda le assunzioni effettive saranno 20mila, una stima condivisa dall'Anief mentre la Uil scuola è anche più pessimista, si ferma a 15mila. In ogni caso restano fuori almeno 60mila aspiranti insegnanti di ruolo. Com'è possibile? Dipende dallo scarto tra posti disponibili nelle scuole e insegnanti disponibili a insegnare: troppo pochi quelli che effettuano il sostegno o hanno un'abilitazione nelle materie scientifiche o sono disposti a trasferirsi al nord. «Non è colpa di Azzolina, è il sistema che non funziona», conclude Di Meglio. E quest'anno si prevede che i supplenti saranno oltre 200mila, 10% in più dello scorso anno. --