Senza Titolo

PAVIADal titolo di campione del mondo di canottaggio a proprietario di pub e produttore di birre artigianali. «Erano quindici anni e trenta chili fa - scherza ma fino ad un certo punto Paolo Grugni, 35 anni - ho iniziato a praticare il canottaggio al Cus Pavia nel 1994 quando ero ancora un ragazzino. La mia categoria erano i pesi leggeri, per cui dovevo star sotto i kg. 72 e con doppi allenamenti, sabato e domenica compresi, e una dieta appropriata ci stavo benissimo, di conseguenza però birra ed alcolici erano esclusi. Il mio sogno erano le Olimpiadi e quando nel 2005 vincemmo la medaglia d'oro ai mondiali di canotaggio under 23 nel quattro di coppia toccavo il cielo con un dito».Paolo era uno dei tanti ragazzi che giocavano a calcio, poi, dopo poche partite nella Folgore, decide di passare al canottaggio, dove già remava il fratello Luca. Nei primi anni era piccolo e gracile, l'allenatore Angelo Porcaro lo destinò al ruolo di timoniere, dove imparò subito dai campioni con i quali andava in barca, tanto da diventare capovoga. Dopo due anni dal mondiale, nel 2007 il dramma: la visita medico agonistica riscontra una anomalia al cuore e Paolo deve abbandonare il canottaggio. Dopo un iniziale smarrimento decide di iniziare a lavorare e, nonostante gli mancassero pochi mesi alla laurea in bioetica, commercia in materiale edile. «In realtà facevo anche altro - sorride al ricordo Paolo - perché avevo iniziato ad allenare i giovani canottieri e, quando d'estate mi venne offerta la possibilità, aprii il chiringuito sulla curva del Lungoticino meglio nota come la curva dei vigili nei pressi dell'Idroscalo».Lì comincia a bere la birra. «In realtà dopo la vittoria al mondiale festeggiammo bevendo birra - afferma Paolo - era una cosa sporadica però, dal 2009 iniziai seriamente a considerare l'idea di vendere la birra, dopo naturalmente averla degustata».Dal chiringuito al pub di Borgo Calvenzano è un passo naturale, ma sempre con lo sport nel cuore. «Nel frattempo il problema cardiaco si è risolto - continua Grugni - vado in bicicletta ma ho sempre il canottaggio nel cuore, così quando, nel 2012 è in programma la sfida sul Ticino con gli otto di Oxford e Cambridge, Santi mi chiede se può portarmi gli inglesi a bere birra». È' un attimo, Paolo e amici pensano ad uno goliardata: far ubriacare gli avversari. «Gli facemmo bere la prima birra artigianale che io e due miei amici e soci creammo, la Incognite Pale Ale - ride Paolo - ne bevvero almeno sei litri a testa. Il giorno dopo la regata fu vinta da Pavia».Paolo si è allargato ancora, due anni fa creò, insieme ad altri soci, il Birrificio Occupato. Gli stili di birra spaziano dalle classiche pils tedesche alle amare Ipa americane. Due anni inaugurò il Pilsgartner. «Proponiamo le nostre birre insieme ad altre industriali - chiude Paolo -. Ci difendiamo in questo anno orribile». --Maurizio scorbati