Uno sconto del 30% sui contributi per chi assume al Sud
IL caso Paolo Baroni Uno sconto del 30% sui contributi che pagano le imprese per ogni nuovo assunto al Sud. Nel menù del decreto Agosto entra anche la fiscalità di vantaggio a favore delle imprese del Mezzogiorno, una proposta che sta particolarmente a cuore al ministro per il Sud e la Coesione e che ieri all'ennesimo vertice di maggioranza, è stata spinta da Pd e renziani. Si parte da ottobre sulla scorta di previsioni certamente non positive sui possibili impatti del coronavirus sull'occupazione nel Mezzogiorno, anticipando un progetto che si pensava di inserire nella prossima legge di Bilancio. Lo sgravio andrà a tutti i neoassunti, senza vincoli o limiti di età. Per quest'anno il governo conta di stanziare 1-1, 2 miliardi, mentre dal 2021 in avanti serviranno 4 miliardi all'anno. Secondo lo schema che i tecnici stanno mettendo a punto lo sconto, previa autorizzazione della Commissione europea, resterebbe confermato al 30% anche il prossimo anno sino a tutto il 2025, quindi sarebbe del 20% fino al 2027, e del 10% fino al 2029. 380mila posti bruciati Secondo le stime della Svimez quest'anno il Mezzogiorno dovrebbe subire un calo degli occupati quasi doppio rispetto al Centro-Nord, toccando il 6% contro il 3,5% del resto d'Italia. Per effetto del Covid, che pure in queste zone del Paese ha avuto un impatto minore rispetto al Nord, il Sud perderà circa 380 mila occupati contro i 600 mila del Centro-Nord. E come per il Pil anche per il lavoro la ripresa vedrebbe il nostro Mezzogiorno ripartire sì, ma col freno a mano tirato: nel 2021 la ripresa dell'occupazione si attesterebbe al +2,2% a livello nazionale col Mezzogiorno che crescerebbe la metà del Centro-Nord: l'1, 3% contro il 2, 5%. «Per effetto di tali andamenti l'occupazione meridionale scenderebbe intorno ai 5, 8 milioni, su livelli inferiori a quelli raggiunti nel 2014 anno in cui si è toccato il culmine della doppia fase recessiva patita dall'Italia negli anni precedenti - è scritto nel Rapporto 2020 appena presentato-. Il tasso di occupazione scenderebbe di circa 2 punti percentuali e mezzo al 42, 2% per risalire di un punto nel 2021».«La leva principale per ridurre i divari territoriali rimane quella del rilancio degli investimenti pubblici e privati ma sono necessarie misure straordinarie. È la ragione per cui abbiamo proposto, in accordo con il presidente Conte, una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno che deve sostenere la ripresa dell'occupazione» ha spiegato nei giorni scorsi alla Camera il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. I risparmi per le imprese Secondo uno studio della Uil, posto che lo stipendio medio lordo dei 2, 5 milioni di lavoratori a tempo indeterminato attivi nel Mezzogiorno è pari a 19.410, un taglio di 7 punti (dal 23,81% al 13,81%) dei contributi a carico delle aziende avrebbe un costo complessivo per le casse dello Stato di 3,5 miliardi e consentirebbe ai datori di lavoro di risparmiare 1.359 euro per ogni dipendente. In realtà il taglio del 30% dei contributi vale appena di più di 7 punti calcolati dalla Uil, il 7,14% per la precisione, e quindi il risparmio medio sarà di 1.386 euro. -© RIPRODUZIONE RISERVATA