Bisio e Alberti di nuovo insieme sul palco

Franco GiubileiDi nuovo insieme su un palco dopo 25 anni, anche se stavolta i ruoli sono molto diversi da quelli che siamo soliti associare a due attori cresciuti artisticamente nel Teatro dell'Elfo di Gabriele Salvatores, sotto la cui direzione hanno lavorato pure al cinema, nel film Mediterraneo: Claudio Bisio e Gigio Alberti, in questo dialogo da bar nato come web serie durante il lockdown e tratto dal libro di Federico Baccomo Ma tu sei felice? recitano la parte di due italiani molto medi, accendendo il riflettore su difetti tipici come maschilismo, egocentrismo e faciloneria che sconfina nel razzismo. E la cosa, nonostante il distanziamento, funziona, perché al tour si aggiungono via via nuove date: « Claudio mi ha fatto leggere il libro - racconta Alberti -. Poi abbiamo realizzato le puntate sul web, ognuno a casa, e a luglio siamo passati sul palco, dove non recitavamo insieme dai tempi di Café Procope, nel 1994. Al cinema invece l'ultima cosa è stata Gli sdraiati, tre anni fa». Rispetto alla serie web, spiega Bisio «qui c'è l'interazione col pubblico e in più, fra una lettura e l'altra, scherziamo e dialoghiamo con la gente, prendendo anche le distanze dai personaggi».Ecco, parliamo dei personaggi, c'è qualcosa di loro in cui vi rispecchiate?Alberti: «In primo luogo i due sono dei coglioni, e da un lato l'idea mi diverte, mentre dall'altro sono il concentrato di un pensiero "di pancia" che in giro c'è, e a tratti quei pensieri lì passano per la testa di tutti. Poi uno ci riflette e capisce».Bisio: «In effetti non ho memoria di personaggi così negativi fra quelli che ho interpretato, a parte l'avvocato stronzo del film La gente che sta bene che ne incontra uno più stronzo di lui, Abatantuono. C'è la capacità di verbalizzare ciò che molti di noi pensano, e poi per me è un grande divertimento catartico poter dire frasi "politically scorrect". La gente in genere mi identifica coi ruoli degli spettacoli tratti da Serra o Pennac, e un po' è così, qui spero che non lo faccia».Alberti: «I due comunque hanno un loro candore nel modo di esprimersi, per cui sono sì bastardi, ma anche idioti».Vi rivedremo al cinema in un film su questo soggetto?Alberti: «Non ne ho la minima idea...».Bisio : «Visto che questo spettacolo è nato dal niente, e visto che Francesca Archibugi trarre un film da Gli sdraiati, chissà... Noi ci candidiamo».Che progetti avete per il futuro, Covid permettendo?Bisio:«Del futuro non si sa niente, proprio per la questione dell'epidemia. Io sono riuscito a finire una serie tv iniziata a novembre e che doveva essere ultimata a febbraio, Tutta colpa di Freud, che andrà su Amazon e poi su Mediaset, con Claudia Pandolfi e Max Tortora. E poi c'è Cops, tv movie su una banda di poliziotti, con Stefania Rocca, in onda su Sky . Per il teatro è un punto interrogativo perché bisogna vedere se e come ricomincerà l'attività, ma dovrei fare uno spettacolo tratto da Francesco Piccolo, La mia vita raccontata male».Alberti: «Io avrei tre progetti teatrali in ballo: Regalo di Natale, che porto in giro da due anni, Anfitrione e un lavoro tratto da Work di Vitaliano Trevisan. Vedremo in autunno, perché se dovesse tornare il virus i teatri saranno i primi a chiudere». --