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Lo chiedono i presidenti di Senato e Camera e lo invoca il presidente del Consiglio, ma sul coinvolgimento del Parlamento nelle strategie del Recovery fund il quadro è piuttosto confuso. Non sono chiari i tempi, non sono chiari i modi. L'ipotesi di una Bicamerale sembra tramontata. E anche quella di commissioni ad hoc a Palazzo Madama e Montecitorio non è la più gettonata fra le forze politiche. Alla fine, potrebbe prevalere la via «ordinaria», con l'approdo del dibattito nelle commissioni Bilancio. Domani sarà un giorno decisivo. Al Senato è in programma una riunione dei capigruppo, dove potrebbe essere affrontato il tema, che sarà all'ordine del giorno della capigruppo della Camera attesa lo stesso giorno o il successivo. E il governo comincerà a tirare le fila: a Palazzo Chigi raccoglierà infatti le proposte dei vari ministeri su come impiegare i 200 miliardi in arrivo da Bruxelles. Il tema entrerà nel vivo a settembre, in concomitanza con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, attesa entro il 27. Il governo intende arrivare all'appuntamento con un progetto definito sull'impiego del Recovery fund. Se l'ultima parola spetta all'Esecutivo, anche il Parlamento dovrà dire la sua. Da tempo il presidente della Camera Roberto Fico chiede che Montecitorio e Palazzo Madama diano «un atto di indirizzo». E anche il presidente del Senato Elisabetta Casellati è della stessa idea. © RIPRODUZIONE RISERVATA