Al San Matteo i pionieri della ricerca sul Covid
pavia«Avere nello stesso luogo assistenza, ricerca e formazione è merce rara» garantisce Carlo Nicora, direttore generale della Fondazione San Matteo. «Qui a Pavia - dice con il moto d'orgoglio di una pavesità acquisita - abbiamo fatto da apripista in questa drammatica fase per il Paese. E presto ci toglieremo anche qualche sassolino dalle scarpe. Questo per ribadire che esiste un'eccellenza da mettere a frutto». Svela ai presenti che «a Pavia già dal 15 gennaio era in gradi di fare diagnosi di Covid, molto prima di quel 20 febbraio in cui arrivò la provetta del paziente zero». E che « i nostri ricercatori di Virologiasi erano già preparati sviluppando due test casalinghi» aggiunge cercando con lo sguardo il virologo Fausto Baldanti e l'infettivologo Raffaele Bruno, seduti tra il pubblico nel cortile delle Statue . E aggiunge di più Nicora: «Solo nella prima fase noi a Pavia, al San Matteo, siamo stati capaci di sequenziare 346 genomi diversi di Covid. Questi valori non li ha nessuno».Nei primi 100 giorni della pandemia la ricerca ha macionato al passo con l'assistenza, producendo 98 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. «Pavia è già una cittadella della salute - prosegue Nicora -. La sanità è motore di sviluppo per questo territorio. Ma una cosa per il futuro è necessaria: il coraggio, dal latino "avere cuore", che non contempla l'improvvisazione ma l'organizzazione e la tenacia». Coraggio e concretezza a cui ha invitato, in chiusura da Parigi, anche Enrico Letta. --M.G.P.