Sindaci in dubbio sui palasport anche per il basket
il puntoSe chi ha avuto finora come campo di gioco di basket o di volley una palestra scolastica, in prospettiva di ripartenza per la prossima stagione, non se la passa bene, non molto meglio (ma forse un po' sì...) stanno i club che possono avvalersi di un palasport o di un impianto pubblico non scolastico. Gli amministratori interpellati in argomento al momento preferiscono non pronunciarsi ed attendere gli sviluppi normativi.In Lombardia i dispositivi relativi alla sicurezza, per quanto in parte allentati rispetto al culmine della pandemia, sono e restano in vigore, a cominciare dall'obbligo della mascherina fino, almeno, al 30 giugno.Nelle palestre che sono state riaperte è così ammesso l'allenamento individuale e con distanze sociali determinate e rigide, una formula che può consentire il ripristino e il mantenimento della forma fisica individuale, ma che per molti sport di squadra non consente altre forme di attività di preparazione. Come le società sportive, anche sindaci e giunte comunali attendono sviluppi in tema normativo per potersi esprimere e muovere. Quello che pressoché tutti confermano è che, in assenza di diverse disposizioni, con quelle ora in vigore non sarebbe possibile ipotizzare allenamenti di squadra e gare e, tanto meno, la presenza di pubblico. Dal canto loro, diversi presidenti e dirigenti di club sportivi, dopo aver approfondito i contenuti degli attuali protocolli normativi e sanitari, non se la sentono di assumersi l'onere civile e giuridico della responsabilità in tale materia e, non di meno, sottolineano i costi economici e pure gestionali insostenibili qualora, correndo tali rischi in qualità di responsabili del club, tentassero di applicare le disposizioni molto stringenti in tema di sanificazione e controlli di locali e attrezzi. Ancor minor fiducia emerge quando si ipotizza un ritorno a giocare in presenza di pubblico, prospettiva che amplificherebbe in modo ancor più insostenibile i costi di sanificazione e controllo. In definitiva il problema è notevole e trasversale e su di una cosa sono d'accordo amministratori locali e dirigenti sportivi: senza una disposizione di legge chiara e tutelante, una ripartenza oggi pare davvero lontana. --f.ba.