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Maria Grazia PiccalugaDal 2016 il rilevatore Xenon1T, installato nel ventre del Gran Sasso, sotto 1400 metri di roccia, dà la caccia alla materia oscura. Nel corso dell'ultimo anno ha messo i brividi agli scienziati che lavorano nei laboratori dell'Infn, registrando una cinquantina di segnali anomali. Forse la traccia di nuove particelle?«La prudenza è d'obbligo - avverte Luca Grandi, 44 anni, professore di Fisica all'Università di Chicago, partito da Pavia nei primi anni Duemila e ora nel team del progetto Xenon che riunisce 163 scienziati di 28 istituzioni di undici nazioni - Potremmo però anche essere seduti su una scoperta che, se confermata, aprirebbe nuovi scenari nel panorama della fisica».Tre, forse quattro, al momento, le ipotesi aperte che tuttavia accendono gli animi dei ricercatori. E che hanno convinto il gruppo di cui Grandi fa parte a spingere sull'acceleratore anche in questi mesi in cui America e Italia sono finite in lockdown, per completare un nuovo rilevatore di particelle, ancora più "sensibile" che, si spera, possa fornire una risposta all'enigma.«Dopo aver affrontato doppia quarantena, negli Usa e in Italia, siamo potuti rientrare, con tutte le cautele del caso, nel laboratorio sotterraneo del Gran Sasso per completare la fase cruciale della costruzione del nuovo rilevatore sul quale riponiamo grandi speranze» spiega Grandi, origini mantovane, un decennio di studi a Pavia (dove si è laureato in fisica e ha conseguito anche il dottorato) prima di attraversare l'oceano. «Mi sembra che ora la situazione in Italia sia leggermente migliorata, sono stati indetti alcuni concorsi - dice - ma nel 2005 non intravedevo grandi prospettive di lavoro». Dopo due anni di missione pavese al Gran Sasso si è quindi imbarcato nell'avventura americana. Prima a Princeton e poi a Chicago dove insegna e dirige un laboratorio. Pur continuando a fare il pendolare tra gli Usa e l'Abruzzo dove vivono moglie e figlio. I dati che stanno creando aspettative nell'ambito della ricerca sulla materia oscura sono stati comunicati di recente nel corso di un seminario internazionale, ovviamente on line. «Le anomalie che abbiamo riscontrato potrebbero essere il segnale dell'esistenza di nuove particelle, per esempio gli assioni solari, la cui esistenza è per ora solo ipotizzata - prosegue Luca Grandi - Una seconda ipotesi valida riguarda il trizio, un istopo dell'idrogeno radioattivo. Oppure, una terza, potrebbe coinvolgere nuove proprietà dei neutrini, che ci porterebbe oltre il Modello standard della fisica».Il compito di tracciare queste "presenze" spetta a un cilidro che racchiude gas xenon a meno gradi Celsius, una condizione a metà tra liquido e gassoso. Un rilevatore custodito in un guscio speciale di rame e teflon, materiali "radio-puri" che interferiscono il meno possibile. La materia oscura è il sacro Graal della fisica, sulle sue tracce sono al lavoro da tempo gli scienziati di tutto il mondo. E l'Italia è in prima linea con il suo laboratorio in Abruzzo.«La materia oscura occupa rappresenta l'85 per cento - spiega lo studioso - ed è diversa da quella che convenzionalmente chiamiamo materia. C'è ancora molta strada da fare per comprendere a fondo come è fatto il nostro mondo».--