L'apertura slitta a luglio «Rischiamo di fallire»

Franco Giubilei / Rimini «Una mazzata improvvisa, che ci costringerà a chiudere per sempre». Gianni Indino, dirigente nazionale del Sindacato italiano locali da ballo, attacca la decisione del governo di spostare al 14 luglio la riapertura delle discoteche che la conferenza delle regioni aveva previsto per il 15 giugno. «Viene vanificato tutto lo sforzo di questo periodo, anche perché molti locali si stavano preparando per ripartire nel weekend della prossima settimana - aggiunge -. Sono state fatte differenze inaccettabili, permettendo di giocare a calcio ma tenendo ferme le discoteche». Il responsabile Silb Emilia-Romagna ricorda le dimensioni nazionali del settore: «Abbiamo 90mila dipendenti più personale esterno come dj, vocalist, ballerine e tecnici che lavorano nel nostro mondo; facciamo 5 miliardi di fatturato e 800 milioni di gettito fiscale, eppure riceviamo questo trattamento quando invece, se una grande azienda rischia di chiudere, si mobilitano tutti». Ora il sindacato delle discoteche pensa a una protesta: «Faremo una manifestazione a Roma se non ci saranno cambiamenti. Eppure si consente la movida». --