Il centrodestra diserta gli Stati generali di Conte

Alessandro Di Matteo / ROMACominciano male gli Stati generali voluti da Giuseppe Conte per presentare il piano di rilancio del Paese: il centrodestra dice no all'invito del presidente del Consiglio e a questo punto la kermesse inizierà non più domani ma sabato, con gli ospiti internazionali. Il premier non fa in tempo a rintuzzare le critiche della maggioranza che subito deve fare i conti con l'attacco dell'opposizione, perché Forza Italia non è riuscita a convincere Lega e FdI a presentarsi a villa Pamphili. «Non andiamo a fare le comparse allo show organizzato per lanciare il partito di Conte», così Giorgia Meloni e Matteo Salvini avrebbero replicato ad Antonio Tajani durante il vertice del centrodestra. Ufficialmente Meloni spiega che il problema è la sede, non va bene villa Pamphili, «il confronto si fa in Parlamento, nelle sedi istituzionali». Il premier replica seccato: «Villa Pamphili è la sede di rappresentanza del governo, lì facciamo i ricevimenti di Stato. Un luogo più istituzionale di questo non c'è!».Uno sgarbo, per Conte, l'ennesimo dopo quelli incassati nei giorni scorsi dalla sua stessa maggioranza che ha contestato l'appuntamento. Il premier ci teneva a dare solennità a un evento che sabato porterà nella sala degli Specchi di villa Pamphili molti nomi di prestigio, compresa la presidente del Fmi Christine Lagarde e il commissario Ue Paolo Gentiloni, oltre al presidente del Parlamento Ue David Sassoli, alla presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e molti altri. Ci sarà anche Ignazio Visco, e viene recuperato in extremis Vittorio Colao, inizialmente non invitato. Il capo della task force presenterà lunedì mattina il suo documento. «Avremo sabato una giornata inaugurale dedicata al contesto internazionale, con tanti ospiti di eccezione», si è vantato Conte in tv. «Ci confronteremo sul trend economico, sull'impatto dello choc». A tutti, il premier presenterà la bozza del piano di rilancio, definita accogliendo anche le richieste degli alleati di governo. «Con i ministri ci stiamo lavorando in questi giorni, sono incontri intensissimi, stiamo mettendo su un piano. Voglio che questo progetto sia quanto più condiviso possibile».Ieri mattina Conte ha fatto il punto anche con Roberto Gualtieri, il ministro dell'Economia che nei giorni scorsi aveva criticato parecchio l'impostazione iniziale. «Faremo un grande dialogo con la società italiana, le forze sociali e produttive - ha commentato Gualtieri da Bruno Vespa - Stiamo predisponendo un masterplan in cui indichiamo gli obiettivi fondamentali del governo dei prossimi anni e sono obiettivi per un grande rilancio». Conte ha parlato più volte anche con Dario Franceschini, il capo-delegazione democratico, i due martedì sera sono anche andati insieme - accompagnati dalle mogli - a visitare la mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale. Un modo per stemperare le tensioni e per ribadire che comunque il Pd non intende far saltare il governo. Conte da ieri sera ha iniziato a incontrare anche tutti i gruppi di maggioranza, partendo da Leu. Stamattina toccherà a Iv e poi a Pd e M5S. Il premier sa che il clima con il Pd è peggiorato rispetto a qualche settimana fa. Ancora ieri sera il vice-segretario Andrea Orlando spiegava che il Pd «non è insofferente per il protagonismo di Conte, ma vuole si dicano parole chiare» sul futuro del Paese. --© RIPRODUZIONE RISERVATA