Senza Titolo

Ugo Magri / ROMAGli esempi valgono più di qualunque discorso. Perciò Mattarella non ha aspettato la fine dell'emergenza per premiare una quarantina di cittadini che s'è distinta per senso civico e generosità. Magari qualcuno, altrettanto meritevole, si sentirà escluso. Ma è solo un inizio, specificano dal Colle: molti altri riceveranno a breve lo stesso riconoscimento. Non c'era abbastanza tempo per compilare lunghi elenchi, ci si doveva limitare ai casi emersi dalla cronaca. E il capo dello Stato aveva urgenza di indicare subito al Paese quali sono gli atteggiamenti giusti, i veri modelli da seguire. Dopo avere chiesto da Codogno di mettere da parte le discordie e di rimboccarci le maniche, Mattarella voleva far vedere in concreto che alcuni di noi si sono spesi fino ai limiti dell'eroismo. Senza calcoli personali, tantomeno di natura politica: è stato per loro sufficiente ascoltare il cuore. E stop. Ecco: questo è il meglio dell'Italia, ci segnala il presidente. È solo coi comportamenti virtuosi che ce la faremo, forse, a rialzarci. E ciascuno nel suo piccolo può dare una mano fondamentale. Non a caso i riconoscimenti evitano qualunque distinzione di prestigio o scala sociale. Nel primo gruppo di premiati c'è il luminare e il semplice ricercatore. Il rider che donò le mascherine nonostante la fatica di sbarcare il lunario e il rugbista diventato barelliere. Il preside e l'insegnante precaria. Il farmacista e l'operatore del 118. Mattarella li ha nominati tutti, senza distinzione, Cavalieri al merito della Repubblica. È come se, nel ringraziare quanti si sono battuti in prima linea, il presidente volesse riconoscere in particolare l'apporto degli «ultimi» - lavoratori umili, ruoli sacrificati - per portare evangelicamente un po' di giustizia a questo mondo. Almeno con un «grazie». --© RIPRODUZIONE RISERVATA