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A partire dal 2022, in Germania potranno circolare 14 convogli che funzioneranno grazie a celle a idrogeno. Questi convogli hanno affrontato molti test ed hanno percorso circa 180mila chilometri superando le prove con successo. Sono stati realizzati dalla multinazionale francese Alstom. Ognuno di questi convogli avrà una capienza massima di 300 persone. Il responsabile della manutenzione di queste apparecchiature sarà la stessa Alstom, che ha sede anche in Italia, a Vado Ligure.Il treno viene messo in movimento da motori elettrici, l'energia per alimentarli sarà fornita dalle celle a idrogeno. L'inquinamento emesso sarà praticamente nullo in confronto ai tradizionali motori a gasolio. La velocità massima è 140 chilometri orari. Questo tipo di treno verrà utilizzato sopratutto nelle aree rurali, quindi su linee prettamente secondarie. Infatti è proprio in queste linee che viene maggiormente impiegato il diesel, per esempio le linee che partono da Pavia ed arrivano ad Alessandria, a Vercelli e a Codogno. Queste tre tratte sono percorse da automotrici Aln 668 oppure dalle più moderne ma sempre diesel ATR 125.Però se da un lato l'emissione è pari a zero, dall'altro, da pendolare e da appassionato mi chiedo: una volta terminata la vita utile di queste celle a idrogeno, dove verranno smaltite? Credo che il modo migliore per emettere meno inquinamento possibile sia elettrificare l'intera rete ferroviaria nazionale; perché il motore elettrico a differenza delle celle a idrogeno è composto da metallo ferroso ed avvolgimenti di rame che possono essere entrambi fusi e quindi riciclati, le celle no. A mio parere sarebbe stato più efficace progettare e sviluppare un sistema composto da batterie, motori elettrici e dinamo. In conclusione: credo che i treni a celle a idrogeno siano un'innovazione positiva per quanto concerne le emissioni, ma negativi quando, in futuro, arriverà il momento di smaltirli. --Filippo Sacchi, 1ªD Liceo Scientifico Copernico