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San GenesioGente in piazzaNessun controlloAbito in piazza della chiesa a San Genesio. Verso le 23 ho mandato via 6 ragazzi senza mascherine e senza distanza di sicurezza che erano in piazza: se ne sono andati, dopodiché ho chiamato la polizia chiedendo cosa avrei dovuto fare se fosse ripetuta questa situazione. Mi hanno risposto che in questa piazza prima delCovid ci sono sempre stati assembramenti e mi hanno liquidata così. Io e il mio compagno abbiamo appena ripreso a lavorare. Nessuno è intervenuto, e non è accettabile questa situazione! E nel fine settimana sarà ancora peggio.Lettera firmata. San GenesioLa "riapertura"AssembramentiirresponsabiliIl desiderio e la necessità di ripartire, sia da parte delle persone che delle varie attività, è del tutto legittimo e comprensibile . Un po' meno comprensibile e decisamente fastidioso, è il vedere come, molto spesso in molti lo stiano facendo in modo scriteriato, senza rispetto di tutte quelle norme e regole che ancora dovrebbero servire a mantenerci attenti e cauti per quanto riguarda i contagi da Covid-19. Mi riferisco a scene di assembramenti assurdi o di movide fuori dei locali, dove nessuno rispetta nulla e, ancor peggio, nessuno si impegna a controllare e far sì che tutto si svolga in maniera sicura. Questi comportamenti irresponsabili sono un vero schiaffo ai sacrifici fatti in questi mesi da tutti, oltre a essere una totale mancanza di rispetto per l'enormità dei morti che ci sono stati e che continuano ad esserci, e per la fatica e il lavoro estenuante del personale sanitario. Cosa si credono di essere questi soggetti? Nati immuni per grazia divina, o immortali per diritto di nascita? Confido che la stretta sui controlli sia veramente più efficace, come annunciato recentemente. Spero in oltre che negli ospedali, si possa gradualmente tornare a una situazione più fluida; mi riferisco in special modo a tutti quei reparti "delicati" a cui si affidano malati con patologie croniche che necessitano di visite, controlli e interventi e che, in questi ultimi tempi, si sono visti slittare tutto a data da destinarsi. Non è una colpa sicuramente, ma ricevere le necessarie cure mediche rimane diritto di tutti, anche se non colpiti da coronavirus e ci sono delle patologie che, purtroppo, non possono permettersi di essere accantonate troppo a lungo.Pietro Scudellari. LinaroloPavia - La replicaConfronto serionelle commissioniCirca la lettera del consigliere Alice Moggi vorremmo fare alcune considerazioni. L'utilizzo di argomenti come la "paura di ascoltare" denotano, a nostro parere, evidente povertà dialettica e sintomo di un tentativo, appunto, di avvalorare le proprie tesi tramite espressioni di impatto ma all'atto pratico quantomeno fuorvianti. Volendo ricostruire la verità dei fatti, Moggi dovrà riconoscere che la proposta di tenere commissioni aperte alle realtà cittadine è arrivata proprio da quella maggioranza, Pavia Prima in testa, che lei accusa essere chiusa ed impaurita dal confronto. In quanto pienamente titolati alla gestione di Consigli e commissioni, avremmo potuto negare tali riunioni o rimandare tutto a un semplice (e poco utile) consiglio aperto, come in prima istanza richiesto dalle opposizioni. Siamo andati oltre, proponendo un'apertura che non fosse solo di facciata, che non fosse solo una passerella. Ovviamente una gestione seria di queste commissioni che, ricordiamo, saranno 4 e non un numero indefinito, comporta una gestione che risulterà sicuramente superflua al consigliere Moggi, comodamente adagiata sullo scranno di chi responsabilità non ne ha alcuna. Abbiamo deciso di basarci pertanto sul vaglio dei presidenti e su un semplice criterio, quello della rappresentatività degli intervenienti, a nostro avviso utile per dare efficacia e significato a un momento di confronto che altrimenti sfuggirebbe facilmente di mano, rendendolo così inutile. Con serenità stiamo vagliando decine e decine di richieste e, altrettanto serenamente, andremo avanti a fare il nostro lavoro a prescindere da sconclusionati attacchi e fantasiose ricostruzioni che sembrano tanto voler celare una totale assenza di proposte adeguate alla gravità del momento. Nicola NiuttaNiccolò Fraschini, Gruppo consiliare Pavia Prima Pavia - Il ricordoAddio a Pino MilaniSport in luttoHo letto della scomparsa del mio carissimo amico Pino Milani.Pino, negli anni 70-80 ha rappresentato molto per lo sport pavese. Era infatti il telecronista della squadra azzurra. Ha lavorato come giornalista sportivo prima a TeleMontePenice poi a TelePavia e, visto che io seguivo da radiocronista la squadra azzurra per Radio Pavia, molte volte mi ha ospitato nei lunedì sera nelle trasmissioni che lui conduceva. Ne approfitto per fare le mie condoglianze a sua moglie Anna, tra l'altro mia carissima collega, e ai figli (un saluto particolare a Fabio, che per alcuni anni ha gestito il bar del palazzetto). Addio Pino, che la terra ti sia lieve! Frandino Cavanna