Dire sì al mes conviene anche alla sanità pavese

La pandemia COVID-19 ha radicalmente cambiato le nostre vite, mettendo in grave difficoltà imprese, lavoratori e cittadini. Ma è anche una sfida per chi ha responsabilità sulla cosa pubblica. Oggi più che mai, la politica deve dare risposte ai bisogni dei nostri cittadini, senza esitazioni. Già il 12 febbraio scorso, il Gruppo del Partito Popolare europeo, grazie alla delegazione di Forza Italia, ha fatto proposte concrete per fronteggiare l'emergenza sanitaria rappresentata dal Coronavirus.Oggi, abbiamo di fronte le conseguenze economiche. Le previsioni degli effetti del Coronavirus sono pessime: il Pil italiano è previsto in calo del 9,5% per il 2020. Tre imprese su 10 rischiano di non riaprire. Non c'è settore del tessuto produttivo del nostro Paese che non sia stato pesantemente colpito: dal turismo al commercio, dall'industria alla moda, per arrivare soprattutto ai liberi professionisti ed alle tantissime microimprese, molto spesso a gestione familiare (ristoranti, bar, parrucchieri, estetisti, etc) che sono la colonna portante della nostra economia nazionale.L'Unione europea non ha risposto bene, inizialmente. Ma, oggi, finalmente, ci sono sul tavolo alcune politiche forti. A partire dall'azione della BCE che, da qui a fino anno, acquisterà 1100 miliardi di euro in titoli di Stato, sostenendo il debito dei singoli Paesi membri. È stato messo in campo Sure, lo strumento per la cassa integrazione fino a 100 miliardi di euro. Ci sono 200 miliardi di euro della Banca Europea per gli Investimenti per sostenere le nostre PMI.Si sta discutendo, in questi giorni, la proposta di un Recovery Fund che sia garantito dal prossimo bilancio europeo e che si finanzierà emettendo obbligazioni. La scorsa settimana, il Parlamento europeo ha votato la propria posizione: dobbiamo dare liquidità ad imprese e famiglie tramite contributi diretti e non prestiti e, soprattutto, dobbiamo fare in fretta. I governi nazionali stanno discutendo in queste ore la quantità della misura. La proposta franco-tedesca dei giorni scorsi è, per noi, una base di partenza. Ma serve più coraggio.Rispetto alle incertezze e agli errori iniziali, l'Unione ha fatto alcuni passi avanti, andando nella giusta direzione. Forza Italia è al lavoro, a Bruxelles, per ottenere un ventaglio di misure più ambiziose. Tra le proposte più dibattute in Italia, c'è quella sulla possibilità di utilizzare il MES per spese nel settore sanitario, incluse le spese in prevenzione. Su questo, dobbiamo essere molto chiari. Ad oggi, sono disponibili 210 miliardi in totale del Fondo Salva Stati con due uniche condizioni: il vincolo per cui ogni Governo può chiedere fino al massimo il 2% del Pil a livello 2019- per l'Italia significa circa 36 miliardi di euro- da restituire in 10 anni allo 0,1% di interesse annuale più uno 0,25% di spese di gestione. La seconda condizione è che questi fondi siano investiti soltanto in spese sanitarie.Considerando la situazione in cui ci troviamo: come possiamo dire di no a priori a 37 miliardi a condizioni di favore? L'alternativa sarebbe quella di finanziarci a costi ben più alti sul mercato dei titoli di Stato. È un'occasione imperdibile, visto lo stato di emergenza che stiamo vivendo.Potremmo utilizzare quei fondi per valorizzare le tante eccellenze italiane nel campo della sanità. Tra queste, c'è sicuramente l'ospedale San Matteo di Pavia, con i suoi quasi 600 anni di storia, le professionalità e la leadership nel campo della ricerca medica. Non è un caso se qui è stato curato il paziente 1 di Codogno. Né che da Pavia parta la ricerca per il trattamento anti Covid basata sul plasma. I progetti di ampliamento con un nuovo secondo Dea, di ristrutturazione dei vecchi padiglioni, del campus della salute di ricerca e formazione e di nuove strutture in genere sono proprio ciò che il MES può finanziare, a tassi inferiori a qualsiasi altra forma di indebitamento.Accedere ai fondi del MES significa infatti, per l'Italia, assumere medici ed infermieri, sostenere la ricerca scientifica, migliorare i nostri ospedali: insomma, per un grande progetto di valorizzazione delle nostre capacità nel settore della sanità. Penso ad una grande rete nazionale contro il Coronavirus che, partendo dalle specificità di ogni territorio, si avvalga di questi fondi per la formazione e la ricerca, per la prevenzione e l'acquisto di dispostivi medici e di prevenzione. Solo con un progetto concreto finanziato a condizioni di favore possiamo prepararci al futuro, anche nell'ottica di una possibile ondata di ritorno del virus ad ottobre.Le sfide che stiamo vivendo richiedono preparazione e serietà. Il Presidente del Consiglio Conte ha detto che la decisione se accedere o meno al MES passerà in Parlamento. Nell'interesse del nostro Paese e degli italiani, Forza Italia voterà a favore: non possiamo sprecare questa occasione. C'è un'emergenza sanitaria in atto, una crisi economica alle porte. Dobbiamo anche e soprattutto essere realisti e guardare al futuro. In questo, Forza Italia è pronta a fare la sua parte, a Roma come a Bruxelles. --*vicepresid. Partito Popolare Europeo