Senza Titolo

Il caso RomanoLa frase fuori luogodel premier ConteMi fa piacere che Silvia Romano sia stata liberata e che abbia fatto ritorno a casa, ma non riesco a essere partecipe della grande festa di tanti. Senza entrare nelle vicende personali (complicate e ancora non sufficientemente chiare) e nelle dichiarazioni della protagonista e dei suoi familiari, comprendo l'impegno dello Stato a trarre in salvo tutti gli italiani che per loro scelta si siano messi in situazioni di manifesto e dichiarato pericolo, così come comprendo l'impegno del medesimo Stato a salvare la vita di delinquenti, piuttosto di chi attenta alla propria e altrui vita con comportamenti connotati da superficialità, sprezzo del pericolo e irresponsabilità, ma mi piacerebbe che i buoni esiti conseguenti a tali impegni fossero accompagnati da un generale atteggiamento connotato da un po' di decenza e di buon gusto.Trovo sconcertante, al riguardo, la dichiarazione di Giuseppe Conte ("Quando lavoriamo insieme coesi, concentrati, ce la facciamo, ce la facciamo sempre, e ce la faremo sempre"). Sono parole che potrebbero essere tollerate (forse) in bocca a un presidente di una società di calcio rivolto a dei tifosi eccitati per la vittoria della propria squadra, non al capo del governo di un Paese che quotidianamente non è in grado né di garantire la sicurezza a tanti suoi cittadini vittime di violenza, né di assicurare un sistema penitenziario adeguato alle necessità. Sarebbe stato meglio che Conte, dopo i ringraziamenti di rito, avesse sostituito tale altisonante proclama con un più sobrio: "Per questa volta è andata bene", accompagnandolo con la richiesta ai suoi concittadini di un maggiore e più corale senso della responsabilità individuale, fattore determinante perché lo Stato possa svolgere al meglio il suo ruolo istituzionale volto al buon funzionamento dello stato di diritto. In un suo celebre discorso, così J. F. Kennedy si rivolse agli americani: "Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese".Mi rendo conto che tali parole, sebbene pronunciate da un progressista democratico e non da un bieco reazionario, siano, nell'attuale nostro contesto, meno foriere di consenso di vaghe e adulatorie promesse per un mondo migliore, ma procedendo su questa strada, ovvero della ricerca del consenso a ogni prezzo, non ci si dovrebbe neppure lamentare a posteriori delle inevitabili e nefaste conseguenze (un mondo peggiore). Franco Castagnola. Praiette di CastagnolaAmbienteLa nuova Paviadei mie sogniStanotte ho fatto un sogno. È un sogno che faccio spesso, tanto da pensare che, più che un sogno, questo è un vero desiderio, un progetto.Sognavo che dovremmo veramente cambiare e migliorare la nostra vita, aumentando l'attività motoria e rendendo più respirabile l'aria.Per diminuire l'inquinamento (polveri, rumori) e aumentare l'attività motoria (e migliorare la salute) di noi tutti, nel mio sogno otteniamo di rendere isola pedonale tutta la parte storica di Pavia centro. Intendendo quella delimitata da viale Liberta, Lungoticino, viale Gorizia, viale Matteotti e viale Cesare Battisti.Tutti noi riusciamo ad eliminare, in questa parte di Pavia centro, anche gli autobus classici e decidiamo di utilizzare invece mezzi di trasporto pubblici elettrici e di piccole dimensioni, tipo gli Ape-calesse che si usano già in certe località turistiche. Questi Ape-calesse si spostano agevolmente per le strette vie medievali e sono fruibili gratuitamente da alcune categorie di cittadini (anziani, malati inabili, etc), e a pagamento dagli altri. Al costo di un biglietto di autobus.Noi tutti lasciamo le macchine in garage o in parcheggi pubblici gratuiti. Ci spostiamo dai parcheggi grazie a un sistema di biciclette condivise, a piedi o, per chi non ce la fa, grazie a un frequente servizio di collegamento con navette pubbliche fra tutte le parti della città. Nel mio sogno così è garantita un'alta integrazione fra i quartieri periferici e fra questi e il centro. A corollario di tutto questo, nel mio sogno ci sono tante piste ciclabili. Sono piantati tanti alberi (anche a piccolo fusto e anche da frutto), lungo tutte le strade dove sia possibile farlo. In questo modo abbiamo ottenuto un grande polmone verde in tutta la città, che migliora la nostra salute, il nostro umore, la nostra socialità. È bello stare fuori, passeggiare all'ombra, godersi quattro chiacchiere fra amici senza lo smog, il chiasso del traffico.In questo sogno, le strade potrebbero essere utilizzate soprattutte dalle bici e ogni tanto si vede una mamma papera attraversare la strada con i suoi piccoli in fila indiana...E ora è mattina, chi prende un caffè con me?Giovanna Lupica