Campionati dilettanti, il 22 la decisione sullo stop definitivo

Roberto Lodigiani / PAVIAFinalmente si avvicina il punto zero del calcio dilettanti: dopo mesi di melina e tiraemolla su ripartenza sì-ripartenza-no, mentre gli altri sport di squadra si arrendevano uno dopo l'altro all'impossibilità di ripartire nel pieno della pandemia, venerdì prossimo, 22 maggio, l'assemblea della Lnd sancirà - salvo colpi di scena e ripensamenti assolutamente improbabili - la conclusione definitiva della stagione 2019-20, appuntamento che seguirà di due giorni il consiglio federale della Figc (ieri, intanto, la Lega di serie A ha stabilito che, in caso di via libera del governo, il massimo campionato riprenderà il 13 giugno). Un verdetto che consentirà, quantomeno, alle società di mettersi il cuore in pace e di cominciare a pensare al 2020-21, tra incognite e problemi che restano enormi. Per quanto riguarda promozioni e retrocessioni, l'orientamento che si va profilando in modo sempre più netto è quello di privilegiare le capolista, che, con le carte in regola dal punto di vista dei bilanci e della tenuta economica salirebbero d'ufficio nella categoria superiore, con possibilità di ulteriore ripescaggio per le seconde classificate e blocco totale delle retrocessioni (ricorsi vietati per decreto, salvo quello, costoso, al Tar del Lazio, per scoraggiare lunghe guerre legali). Nello scenario provinciale, particolarmente interessato il Varzi, primo in Promozione a pari merito con il Sancolombano (e a scalare tutte le altre in vetta, fino ai due gironi di Terza categoria); in Eccellenza, invece, nessuna pavese occupa i posti di vertice; solo Vogherese, quinta e Accademia, sesta, potrebbero avere qualche chance per la D in caso di rinunce e ritiri da parte di compagini che le precedono nelle graduatorie.Tante incogniteIn alto mare (eufemismo) il discorso relativo alla tempistica e alle modalità di svolgimento della prossima stagione dei dilettanti. Si è parlato di un protocollo sanitario da adattare alla realtà della Lnd, ma in uno sport di contatto come il calcio e in un settore che dispone di risorse estremamente limitate, è difficile immaginarne le regole e i paletti. Come garantire la sicurezza a tutti, giocatori e addetti ai lavori, partendo dal presupposto dell'impossibilità di un ricorso sistematico a tamponi, test e controlli medici? L'àncora di salvataggio sarebbe rappresentata dalla messa a punto di un vaccino o di una cura definitiva del virus, ma certezze al momento non ce ne sono. Poi c'è l'aspetto del pubblico: ha senso, per un mondo come quello dilettantistico, legato strettamente al campanile e alla valorizzazione dei vivai locali, scegliere di giocare a porte chiuse, pur di giocare? --© RIPRODUZIONE RISERVATA