La Regione dice sì ai test privati «Ma a pagamento»

PAVIASì ai test privati, ma senza gravare sul servizio sanitario nazionale. La giunta regionale lombarda ha approvato ieri la delibera che detta le linee guida per i test sierologici che potranno essere eseguiti in Lombardia. Gli esami sierologici per anticorpi Sars-Cov-2 potranno essere erogati dai laboratori pubblici e privati specializzati in microbiologia e virologia. «Apriamo a comunità e realtà che vogliono fare un'indagine epidemiologica, ma lo facciamo in una maniera molta chiara - ha precisato l'assessore al Welfare Giulio Gallera -. Vanno bene le valutazioni epidemiologiche ma sui singoli va fatta molta attenzione. Servono chiarezza, trasparenza e responsabilità, nell'ottica di favorire le analisi sierologiche da parte degli operatori privati, ma senza penalizzare in alcun modo la sanità pubblica».obbligatorio l'isolamento L'assessore ha sottolineato che «il test sul singolo cittadino in forma autonoma non è utile e genera false aspettative e per questo abbiamo previsto che sia possibile effettuarlo all'interno di una determinata comunità, ad esempio aziende o enti, ma chi lo propone deve occuparsi di tutto: acquisire i test sierologici, trovare il laboratorio che li processi, spiegare al cittadino che il test è volontario, reperire i tamponi a cui sottoporre la persona qualora questa dovesse risultare positiva al test sierologico». Obbligatorio l'isolamento di 14 giorni in caso di positività al test sierologico. E comunque l'esecuzione del tampone, necessario per capire se il paziente ancora infetto o meno, ha aggiunto Gallera, «non dovrà gravare sulle priorità della sanità pubblica».le tariffeLe Ats locali potranno integrare i contratti con gli erogatori dei test prevedendo che l'incremento di produzione sia destinato per l'80% ai percorsi di sanità pubblica e per il restante 20% in favore di altri soggetti senza oneri per il servizio sanitario nazionale. Un'altra delibera approvata sempre ieri stabilisce una tariffa di riferimento per l'acquisto dei tamponi pari a 62,89 euro. Gli operatori privati che organizzano queste analisi nell'ambito delle loro campagne di screening sono infatti tenuti ad acquistare preventivamente un numero di tamponi pari al 10% del personale che desiderano sottoporre a test sierologico: in caso di positività al test sierologico dovranno infatti verificare la contagiosità con il tampone. quali test In base ai test oggi disponibili «è fortemente raccomandato - si legge nella delibera - l'utilizzo di test del tipo Clia o Elisa, che abbiano una specificità non inferiore al 95% e una sensibilità non inferiore al 90%, al fine di ridurre il numero di risultati falsi positivi e falsi negativi» mentre «i test rapidi (test eseguiti su sangue capillare), essendo di natura puramente qualitativa, possono solo indicare la presenza o assenza di anticorpi». La delibera ribadisce comunque «che l'esecuzione di test sierologici, al di fuori di percorsi organizzati di verifica dei risultati ottenuti, riveste scarso significato e può contribuire a creare false aspettative e comportamenti a potenziale rischio nei cittadini interessati». le altre categorie Sono a carico del servizio sanitario regionale, invece, i test sierologici per la riammissione nella vita sociale delle persone poste in isolamento domiciliare durante la fase del lockdown. La delibera definisce anche i percorsi di screening dedicati a particolari categorie, come gli operatori sanitari e sociosanitari, sia ospedalieri sia della medicina territoriale. Successive indicazioni saranno date per i soggetti fragili ospiti di comunità, come le case di riposo. In seguito si procederà con altre categorie di soggetti, come forze dell'ordine e polizia locale. --