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I soldi da spendere sono tanti, 55 miliardi, il doppio di una finanziaria, ma le richieste dei ministeri sono tantissime. Poi ci sono i problemi politici, a cominciare dalla regolarizzazione degli immigrati che non piace ai 5S che non vogliono lo scudo penale per gli imprenditori. Problemi anche dai renziani sul bonus turismo. Così si capiscono i rinvii del decreto Rilancio. Dopo una riunione preparatoria iniziata lunedì notte, anche ieri i lavori del preconsiglio sono avanzati molto a rilento. Diverse misure sono state limitate per far quadrare i conti e si ragiona su possibili nuove entrate a partire da un piano straordinario di vendita di immobili pubblici. «Stiamo lavorando intensamente, è dura» ha fatto sapere Conte. Sul tavolo 10 miliardi a micro e piccole imprese, 12 agli enti locali, 5 a sanità e sicurezza, 2 di misure fiscali e 2,5 a turismo e cultura. Sul fronte risorse, lo scoglio più grande è il pacchetto lavoro-ammortizzatori. Coperture da trovare anche per la cancellazione dell'Irap di giugno e per i contributi per il personale sanitario. --© RIPRODUZIONE RISERVATA