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Maria Fiore / PAVIAI ricercatori del San Matteo e dell'ospedale Carlo Poma di Mantova hanno finito di raccogliere i dati sulla sperimentazione del plasma: ora il lavoro dovrà essere valutato da una commissione che, secondo la prassi, opererà in silenzio, autonomia e anonimato per fornire un responso. Il lavoro di ricerca, che analizza i risultati della cura del Covid-19 con il plasma iperimmune delle persone guarite, sarà quindi pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica internazionale. L'annuncio è arrivato ieri dalle due istituzioni che stanno portando avanti la sperimentazione, l'ospedale di Pavia e di Mantova. Quando l'iter sarà compiuto i dati della sperimentazione potranno essere diffusi. «Entro lunedì o martedì», si limita a dire il presidente del San Matteo, Alessandro Venturi. proseguono le donazioniNel frattempo sia a Pavia che a Mantova continua la raccolta del plasma, attraverso le donazioni da pazienti guariti. Al San Matteo si sono proposti, finora, più di 400 persone che vorrebbero donare il plasma. Ma non tutti hanno i requisiti necessari a donare (non basta, in sostanza, avere contratto la malattia ma si deve valutare la quantità di anticorpi in grado di neutralizzare il virus): 140 sono quelli selezionati e che hanno potuto effettivamente donare. Le donazioni, nel reparto di Immunoematologia diretto da Cesare Perotti, sono proseguite anche ieri mattina. E andranno avanti anche nei prossimi giorni. Anche Alba Parietti ha annunciato che al più presto si recherà al San Matteo per donare. La showgirl ha scoperto di essersi ammalata dopo aver accusato i sintomi tipici del Covid-19: febbre, tosse, perdita di olfatto e gusto. È stata in isolamento volontario a casa, ed è guarita: a confermarlo il tampone negativo. «Dagli esami effettuati - spiega - ho saputo di avere gli anticorpi neutralizzanti dal valore molto elevato. Donerò il plasma e spero, in questo modo, di poter contribuire a salvare la vita di qualche malato».Fontana: «Grande fiducia»«Siamo orgogliosi dei nostri ricercatori, dei nostri ospedali, dei nostri operatori sanitari - dichiara il governatore Attilio Fontana -. Per questo siamo convinti che la cura sperimentale del plasma, che vede la Lombardia in prima fila, debba essere guardata con attenzione e fiducia». «Siamo stati i primi - prosegue Fontana - a fronteggiare l'emergenza Covid. Siamo stati i primi a suggerire al governo tempi e modi della cosiddetta fase 2. Ora lavoriamo per stroncare definitivamente il virus». lo studio nazionaleAnche l'Istituto Superiore di Sanità e Agenzia italiana del farmaco sono impegnati nello sviluppo di uno studio nazionale comparativo e controllato per valutare l'efficacia e il ruolo del plasma ottenuto da pazienti guariti da Covid-19. «Il plasma dei soggetti guariti viene impiegato per trattare, nell'ambito di questo studio prospettico - rileva l'Aifa - malati affetti da forme severe di Covid-19. Allo studio partecipano diversi centri, a cominciare da quelli che sin dall'inizio di marzo ne stanno già valutando a livello locale l'efficacia, a cominciare dal San Matteo e dall'Asst di Mantova. Questo progetto consentirà di ottenere evidenze scientifiche solide sul ruolo che può giocare l'infusione di anticorpi in grado di bloccare l'effetto del virus e che sono presenti nel plasma di soggetti guariti dall'infezione da nuovo Coronavirus. --