Laura e Adriano morti a pochi giorni di distanza
la storia/1Sono morti a meno di quindici giorni l'uno dall'altro: i suoceri dell'ex sindaco di Pieve Albignola, oggi assessore all'ambiente e sanità, sono stati stroncati dal Coronavirus. Vivevano a Voghera. Il primo a morire è stato Adriano Rizzola, 90 anni, storico commerciante oltrepadano, fondatore e titolare della Rizzola Parati, che aveva sede in via Maragliano, a Voghera. Qualche giorno dopo è toccato alla moglie Laura Marchesi, originaria di Zavattarello, 87 anni, anch'essa impegnata per tanti decenni nella conduzione del negozio di tappezzeria, un centro specializzato anche nella vendita e manutenzione delle tende da sole alla veneziana. Due vite parallele che hanno condiviso lo stesso lavoro e un matrimonio solido dal quale hanno avuto due figli, il maggiore Maurizio e Cristina, quest'ultima contitolare con Antonio Zerbi di un'avviata azienda agricola a Pieve Albignola e di un annesso bed & breakfast al centro del paese. Il primo ad avere i sintomi tipici del Covid-19 è stato il novantenne Adriano Rizzola nei primi giorni di aprile. L'aggravarsi delle sue condizioni ha fatto sì che la nipote Caterina Zerbi, di professione medico, lo facesse ricoverare all'ospedale Humanitas di Milano, la struttura dove lavora. Giorni di terapia intensiva; poi un aggravamento dei sintomi respiratori lo ha portato al decesso. A casa intanto, a Voghera, anche la moglie Laura, aveva accusato i primi preoccupanti stati febbrili; sintomi che avevano fatto scattare il ricovero all'ospedale di Voghera. La sua forte fibra sembrava aver ben reagito alle cure intensive dei sanitari, poi è sopraggiunto un letale aggravamento sino al decesso. La salma di Laura Marchesi verrà cremata e le ceneri depositate nel cimiteri del paese di origine di Zavattarello. «Tutta l'amministrazione comunale è vicina alla famiglia di Antonio Zerbi e della moglie per questa grave doppia perdita - spiega il sindaco di Pieve Albignola, Claudio Marini. - Sappiamo che ci hanno lasciati due imprenditori di talento che hanno vissuto la loro vita tra famiglia e lavoro». Nelle parole di Antonio Zerbi il dramma della famiglia: «È successo tutto all'improvviso, è stata mia figlia Caterina a rendersi che la situazione era grave quando è andata a trovare il nonno a Voghera. È stata lei a decidere di portarlo a Milano - spiega l'ex sindaco. - Poco dopo anche la moglie ha cominciato a manifestare gli stessi sintomi, ma è stata portata all'ospedale di Voghera. In pochi giorni si sono spenti. A Voghera in tanti si ricordano del loro negozio e delle loro tende veneziane». --PAOLO CALVI