Chignolo, 14 decessi alla casa di riposo

Maria Fiore / chignolo poL'ultimo decesso è della scorsa notte: un'anziana che era ospite della casa di riposo e che è morta all'ospedale di Lodi. Alla Fondazione Cusani Visconti di Chignolo, la residenza per anziani da circa 70 posti letto, sono 14 gli ospiti che hanno perso la vita dall'inizio dell'epidemia. I decessi si sono concentrati soprattutto tra marzo e aprile, due mesi "neri" per quasi tutte le case di riposo della provincia. Gli ospiti contagiati sono invece circa 35. E anche alcuni operatori si sono ammalati: nelle scorse settimane tre operatori socio-sanitari su sei sono risultati positivi al virus e questo ha di fatto dimezzato il personale. «Una situazione di certo difficile ma che ora è sotto controllo», spiega il sindaco di Chignolo Claudio Bovera. controllata dal comuneLa Rsa ha una sua gestione autonoma ma è controllata dal Comune: oltre al parroco, nel consiglio di amministrazione siedono quattro componenti nominati dalla giunta. Il consigliere di opposizione Andrea Mannucci ha richiesto all'amministrazione i dati dei decessi. «Sono in attesa di averli - spiega il consigliere -. Di certo 14 decessi sono di molto superiori alla media. Dopo l'esplosione dell'epidemia, con la scoperta del paziente 1 di Codogno, tenuto conto della vicinanza avevo insistito sulla necessità di chiudere tutto. E invece mi risulta che la Rsa sia stata chiusa solo il 3 marzo».l'esposto del sindacatoSulla situazione all'interno della casa di riposo è stato presentato anche un esposto alla procura firmato da Gianfranco Bignamini, del sindacato Fisi (Federazione italiana sindacati intercategoriali). Secondo la denuncia, non sarebbero state prese le precauzioni necessarie per arginare il contagio, che è dilagato tra ospiti e operatori.«Sul piano sanitario e della gestione la struttura è autonoma, ma l'amministrazione riceve aggiornamenti sulla situazione - spiega il sindaco Bovera -, e posso dire che dall'inizio sono state adottate tutte le necessarie misure di contenimento. Pochi giorni dopo la scoperta del primo caso l'accesso dei familiari alla Rsa è stato contingentato, poteva entrare un familiare per volta. Poi ha chiuso del tutto». Tra marzo e aprile c'è stata un'impennata di casi. «La struttura in maniera autonoma ha eseguito i tamponi su ospiti e operatori, riscontrando dei casi positivi - dice il sindaco di Chignolo -. Alla fine per metà degli oss è stato necessario l'isolamento». La struttura si è trovata così ad andare avanti con il personale dimezzato. «È intervenuta la Croce rossa, fornendo un operatore sanitario che però è rimasto solo qualche giorno - dice il sindaco -. Oggi la situazione è migliorata. Alla fine i tamponi sono stati fatti su tutti i degenti». --