Capitanio: «Accesso web non vuol dire libertà di furto»

Federico CapursoUna legge sul copyright potrebbe arrivare anche in Italia, entro la fine dell'anno, recependo la direttiva europea sul diritto d'autore. Massimiliano Capitanio, deputato della Lega e membro della commissione Trasporti e comunicazioni, chiede però anche «un cambio di passo culturale, che parta dalle scuole, per insegnare ai ragazzi che l'informazione di qualità non si saccheggia, ma si acquista».Capitanio, quindi voterete a favore della legge sul copyright?«Per ora è in Senato, dunque se ne occuperanno i senatori. Ma la Lega è da sempre schierata per la libertà di informazione, come dimostrato dal caso di Radio Radicale».Per il M5S è una legge «bavaglio» contro la Rete.«L'accesso libero alla Rete va difeso, ma non può tradursi nella libertà di derubare i contenuti prodotti dai media. Il M5S ha votato all'unanimità una nostra legge che introduce l'educazione civica nelle scuole, per insegnare il rispetto della legalità».Vale lo stesso per le app di messaggistica dove circolano gratuitamente articoli o giornali?«Certo. Quelle sono situazioni da Far West. Curioso: da una parte vogliono il reddito di cittadinanza e dall'altra affamano il mondo dell'informazione».È giusto che sia l'Agcom ad avere il potere di oscurare quei canali di messaggistica?«Sì. Anche la Lega ha depositato un progetto di legge alla Camera per estendere in questo senso i poteri del Garante».Si parla di crediti di imposta per aiutare l'editoria. Una buona soluzione?«La Lega lo aveva proposto con emendamenti mirati a sostenere l'editoria attraverso crediti di imposta sulla pubblicità o sugli annunci delle aste giudiziarie. Ci ascoltassero di più». --© RIPRODUZIONE RISERVATA