Gli artigiani a Conte: «Non ci lasci fallire tutti»
voghera«Non si possono uccidere le piccole imprese»: Mario Campeggi, direttore dell'associazione artigiani dell'Oltrepo lombardo lo ha scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte. Un attacco diretto al decreto sulle riaperture scaglionate. «La nostra Associazione - scrive Campeggi - è tra le più vecchie della Lombardia e rappresentiamo l'artigianato e la piccola e media impresa di quasi tutto l'Oltrepo Pavese. Sicuramente lei non leggerà direttamente questo messaggio per cui chiedo al suo ufficio stampa almeno di informarla di quanto scritto. Ho ascoltato le sue parole di domenica sera. Francamente mi aspettavo che lei fosse meno pavido di fronte alla virologocrazia di cui, in parte a ragione, si è circondato». E ancora: «Il timing annunciato per la cosiddetta fase 2 si può spiegare solo se i dati quotidianamente forniti dalla Protezione Civile non fossero veritieri. Non si può uccidere le piccole e medie imprese in questo modo: non è possibile che acconciatori e centri estetici aprano tra più di un mese. La gran parte non ci arriverà. Comprendo perfettamente che non vuole far passare il messaggio di "liberi tutti" ma qui occorre anche scommettere sul senso civico di ciascun cittadino o impresa che sia». Il presidente dell'associazione lancia un appello: aMorire di Coronavirus o chiudere per sempre la propria attività, alla fine, sono la stessa cosa. Abbia coraggio per favore. Abbia coraggio! Riveda rapidamente le decisioni assunte per il mondo delle imprese! Trova logico che gli sport di squadra possono riprendere l'attività il 18 maggio e un acconciatore o un'estetista no? La prego, riveda le decisioni. Passi da essere il professor Conte a essere il presidente Conte. Il suo ruolo impone decisioni e talvolta anche ragionate scommesse». Campeggi tocca anche il problema legato ai fondi destinati alle imprese e spiega: «Riguardo al decreto liquidità vorrei portare la sua conoscenza che alcune banche non rispettano minimamente il testo di legge richiedendo parecchia documentazione personale del richiedente e firme di garanzia». --ALESSANDRO DISPERATI