Fragomeni: «Neppure il virus mi manderà ko Le mie vittorie più belle»

L'EX PUGILENulla e nessuno lo ha mai messo al tappeto come questo virus. «Ma anche stavoolta mi rialzerò - dice Giacobbe Fragomeni - E' difficile restare chiuso in casa quando ero abituato a muovermi sul ring, prima da professionista poi da allenatore, da quando, lo scorso dicembre, ho aperto la palestra "Fragomeni Fight Club" a due passi dalle Colonne di San Lorenzo a Milano - racconta l'ex campione del mondo dei massimi leggeri - stava andando bene poi a febbraio ho dovuto chiudere».I match più belliGiacobbe, 50 anni, sta trascorrendo la quarantena nella sua casa di Binasco con la moglie e il figlio, giocando e allenandosi. «Ho un giardino dove correre - spiega - Faccio 15 serie di tre minuti con uno di pausa salendo i gradini o un 15' di corda. Non ho attrezzi, ma sono in continuo movimento con mio figlio. Il problema è che a casa ogni tanto cedo alla tentazione di un biscottino o di una birretta». Tre i match che Giacobbe ricorda con piacere: «La difesa del campionato mondiale a Roma contro Wlodargzyk. Sono andato per terra due volte ma mi sono sempre rialzato, pareggiando. Un match duro, un pugno a testa, senza risparmiarsi. Il secondo la vittoria del mondiale contro Kray a Milano. Il terzo in Inghilterra contro Haye, perso prima del limite per un colpo alla nuca ma alla fine ricevetti grandi complimenti». I peggiori? «Quello con Ismail Abdoul a Cava Manara. Mi preparai male e lui invece era tosto, vinsi ma imparai a non prendere nessuno sotto gamba. Sino al mio ultimo match, quando in preparazione per affrontare Tibor Laczo il mio sparring partner mi disse che era un cadavere. Mi caddero le braccia e sul ring partii malissimo». Gli avversari più duri? «Il più ostico è stato Hector Avila, Colpendolo sembrava di mettere le mani nella corrente». Fragomeni ha vinto anche un'edizione dell'Isola dei Famosi, il reality tv. «Sono contento perché ho portato la boxe nelle case degli italiani - dice sorridendo - anche oggi quando mi muovo per Binasco le vecchiette dicono, "Ecco il pugile". Aneddoti dell'Isola? Mi arrabbiai una sola volta. Avevo la febbre e Mercedes Henger mi rubò la stuoia per stare comoda. Andai da lei e le chiesi spiegazioni, lei mi prese in giro. La mia risposta la gelò». Giacobbe ha un rapporto speciale con Pavia. «Ho avuto una bella carriera - chiude l'ex pugile - ho vinto per tre volte il mondiale, oltre al titolo italiano ed europeo e sono andato alle Olimpiadi. A Pavia e all'Associazione Pugilistica però sarò sempre grato. Entrai in palestra per caso ma respirai subito un'energia incredibile. Il presidente Maurizio Niutta e il ds Giancarlo Mezzadra hanno avuto fiducia in me e questo non lo dimenticherò mai». --Maurizio Scorbati