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Emergenza CovidIl nostro testvalidato a PaviaScrivo per conto della Diasorin Spa in relazione all'articolo apparso sull'edizione del 26 aprile 2020 del vostro quotidiano, a pagina 3. Nell'articolo si afferma: "E poi c'è lo scoglio dell'Oms, che non vuole dare al test sviluppato dal policlinico San Matteo con la multinazionale Diasorin la "patente di immunità", come sperato dalla Regione per poter far partire in sicurezza la fase 2. Per l'Organizzazione mondiale della sanità nessuno può ancora dare patenti di immunità". Si precisa che il test sierologico è stato integralmente ideato, sviluppato e prodotto da Diasorin Spa sulla base del proprio know-how e successivamente validato presso il San Matteo di Pavia, uno dei centri di riferimento nazionali per la pandemia. avv. Marco Minolfodirettore Affari legali e societariDiasorin Spa, Crescentino (Vc)LinaroloNoi non lasciamoindietro nessunoIn questo periodo tutti i Comuni stanno compiendo un grande sforzo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus; un impegno concreto che vede molti interventi realizzarsi grazie al lavoro dei tanti impiegati che non hanno mai smesso di lavorare e al preziosissimo contributo di moltissimi volontari. Personalmente sento di dover ringraziare i dipendenti del Comune di Linarolo, il segretario comunale, il gruppo di Protezione civile, le Parrocchie di Linarolo e di San Leonardo, insieme a tutte quelle persone che privatamente e silenziosamente aiutano chi si trova in situazioni di disagio e difficoltà economica. Con un po' di stupore ho letto in una lettera di Pietro Scudellari (ex sindaco di Linarolo), pubblicata sulla Provincia Pavese del 24 aprile, del suo sentimento di tristezza nel vedere proprio Linarolo "soggetti deboli e anziani dimenticati", "una signora costretta a chiamare il taxi per recarsi in Posta a ritirare la pensione", "una signora quasi novantenne ricoverata per un malore probabilmente perché non riusciva più a cucinarsi un pasto decente". Leggendo queste parole ho perfettamente inteso chi fossero queste persone, appunto perché sono a conoscenza dei singoli casi e grazie alla Protezione civile, alla Polizia locale e ad altri "volontari silenziosi" queste persone erano state contattate, offerto e portato a loro l'aiuto necessario, talvolta anche convincendole ad accettarlo. Questo non lo scrivo per "difendere" l'Amministrazione comunale, ma semplicemente perché non deve essere piacevole per chi si è messo a disposizione della comunità, magari proprio recandosi ad aiutare la signora prima che fosse ricoverata o dopo aver offerto il passaggio in Posta all'altra signora che doveva ritirare la pensione, leggere che queste persone sono state "dimenticate": posso dire con certezza che a Linarolo nessuno è stato o verrà lasciato indietro. Ci aiutano ad andare avanti nel nostro lavoro quotidiano i tanti ringraziamenti, talvolta anche commoventi, che ogni giorno riceviamo dai cittadini che riusciamo ad aiutare. Rinnovo quindi il mio grazie a tutti i volontari del nostro paese e della Protezione Civile, che durante questa fase di emergenza si è compattata e sta operando con grande impegno e professionalità mettendosi a disposizione per la consegna delle spese alimentari agli anziani e alle famiglie in quarantena, dei buoni per l'acquisto di generi alimentari, del cibo per animali che abbiamo ricevuto in beneficenza da Mars, delle colombe donateci da Galbusera, delle mascherine e dei farmaci, per l'attività di sanificazione delle strade e per le altre tante attività che non mi dilungo nell'elencare. Continuiamo illavoro in questo difficile momento cercando sempre di migliorare, ma ritengo non corretta l'azione di chi modifica la verità allo scopo di mettere in cattiva luce l'operato di chi sta svolgendo con dedizione il proprio ruolo: se non si hanno informazioni precise, a volte è più prudente astenersi. Paolo Mario Fraschinisindaco di LinaroloNel mondoIl virus spegneanche la protestaDue anni fa ho scritto una poesia "resilienza creativa"che ho pubblicato. Oggi ho pensato che tra gli effetti del Covid-19 c'è quello di aver spento qualsiasi forma di protesta. A febbraio miilioni di donne argentine sono scese in piazza per appoggiare una proposta di legge per la legalizzazione dell'aborto.In India per mesi ci sono state proteste per la discriminazione per legge delle comunità musulmane. In Iraq, Libano e Algeria fino a metà marzo in milioni protestavano nei confronti dei governi...Ora, causa virus c'è una sottomissione nazionalista necessaria nonostante i pericoli di scivolamento autoritario. Come protestare da casa visto che la protesta, il dissenso è un diritto previsto dalla Costituzione e dai diritti universali dell'uomo?Anzitutto non bisogna farsi prendere solo dall'insofferenza e della rabbia ma bisogna con senso critico discernere e capire quali sono le responsabilità. Anzitutto fare autocritica, capire quali sono le nostre e distinguere i vari livelli delle disfunzioni (il vicino, il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato, l'Europa, l'Onu...). In una realtà complessa è una cosa difficile. Non bastano le informazioni molteplici dei social, di un solo giornale, di una sola rete televisiva. Occorre protestare da casa cercando modalità creative per esprimere il proprio dissenso .Come fanno i brasiliani che in milioni hanno manifestato contro Bolsonaro battendo pentole e coperchi dai balconi di casa. Come gli israeliani che hanno protestato contro Netanyahu. Come Greta che ha spostato online il suo sciopero alla scuola e come un gruppo di artisti cileni che ha pubblicato su Instagram un manuale per protestare da casa. Io che non sono nata digitale preferisco leggere le filosofe e le teologhe femministe e scrivere poesie. E' la mia forma di resilienza creativa.Marta Ghezzi. Pavia