Senza Titolo

La storiaI miei due ricordidi Giulietto ChiesaHo incontrato il giornalista Giulietto Chiesa, scomparso ieri, in due occasioni nella mia vita. Entrambe hanno come richiamo memorabile la figura di Mikhail Gorbacev.1) Nel 1988, l'allora vice Presidente della Provincia Luigi Bertone lo contatta. È intenzione organizzare il viaggio studio del concorso "Testimoni e protagonisti" (oggi "Il Tempo della Storia") a Mosca e a Leningrado (oggi, di nuovo, San Pietroburgo) per consentire ai giovani studenti pavesi di vedere la Storia in cammino (le riforme di Gorbacev, appunto). Chiesa ci organizzò uno straordinario incontro con i giornalisti italiani, di qualsiasi orientamento, attivi in quel tempo a Mosca. Serata indimenticabile: quasi tre ore di domande e risposte. Molti di quei giovani studenti di allora, ormai adulti, con famiglia e lavoro, me ne parlano ancora adesso.2) Una quindicina di anni fa. Nicola Affronti, ex vincitore del concorso e oggi presidente del Consiglio comunale di Voghera, mi propone di andare a sentire Gorbacev che parlerà al World Political Forum a Bosco Marengo. Andiamo. Ascoltiamo. Convinti di essere molto vicini alla Storia. Contenti matti, nella pausa, andiamo al buffet. Casualmente mi imbatto in Giulietto Chiesa: gli ricordo quella serata a Mosca del 1988. Si ricorda. Mi fa piacere. Poi dice: vieni, vi presento Gorbacev. Fu così che mi accadde di stringere la mano a una pagina di Storia. Senza meriti, per puro caso. Sliding doors.Antonio Sacchi. PaviaL'addioGrazie Robertoper i tuoi caffèUna... Pausa Caffè vorremmo poterla fare, ma non ci sarà più pausa. Non vedremo più la saracinesca alzarsi, ma siamo certi che la sua "somministrazione" sarà fatta ogni giorno a una nuova saracinesca, quella del nostro cuore, che si alzerà in attesa che lui, il nostro Roberto, da lassù ci somministri il suo odierno sorriso e l'affetto genuino che per anni e anni ha unito al caffè del mattino fino all'aperitivo serale a ognuno dei suoi clienti. Un semplice grazie ad una persona speciale. Dal cuore di noi tutti.Lettera firmata. PaviaPavia, il verde Ok l'emergenzama anche il decoro...Mi rendo conto che al momento le priorità siano ben altre, ma mi piace pensare che a breve riprenderemo gradualmente possesso della nostra bella città. Purtroppo lo stato di abbandono del verde pubblico, già in precarie condizioni da prima delle attuali emergenze, ha superato il livello tollerabile. Abitando in zona Castello mi è sufficiente uscire con il cane per constatare come il giardino dello stesso Castello, così come le aree verdi adiacenti, necessitino di interventi urgenti. Anche perchè la crescita incontrollata di erbacce e arbusti comporterà problemi di potatura sempre maggiori con il passare delle settimane. Mi domando se il pubblico decoro sia stato trascurato solo in funzione del momento o se ancora si stia a dibattere su chi debba farsene carico, cosa che mi sembra di intuire leggendo alcuni interventi. Grazie dell'attenzione.Paolo Vitali. PaviaPavia, il verde / 2Tagliate l'erbaper chi è allergicoLe aiuole e le strade cittadine sono infestate da erba lunga, non tagliata da tempo. Al di là dell' aspetto estetico, questa situazione crea gravi problemi ai numerosi pavesi che soffrono di allergia, problema accentuato dal particolare clima di questa primavera.Domando quindi al competente assessore del Comune di Pavia: quando verrà effettuato il taglio dell' erba? Gianni Oliva. PaviaLa polemicaIl Covid-19 e la crisidel pensiero criticoL'emergenza Coronavirus ha messo in evidenza la crisi, se non la scomparsa, del "pensiero critico" nel nostro Paese, cioè la capacità di vagliare e giudicare, con la propria testa, situazioni diverse.Alcuni esempi. Il decreto governativo prevedeva la possibilità di passeggiare o fare attività fisica entro 200 metri dalla propria abitazione; ebbene, sono state multate persone che facevano tali attività in aperta campagna, oltre i canonici 200 metri, come se rischiassero di essere contagiate da piante o animali; che dire poi della possibilità di passeggiare col cane ma non con il proprio figlio o nipotino. A queste contraddizioni se ne aggiungono altre, ben più gravi, come il blocco quasi totale delle attività produttive, tra cui i cantieri relativi alla sistemazione idrogeologica di numerosi territori, mettendo così i medesimi a rischio per prossime intemperie. Blocco inspiegabile tenuto conto che in queste attività i lavoratori operano all'aperto, più che distanziati e indossano guanti e mascherine grazie alla normativa antinfortunistica.Da ultimo il Governo sta studiando la possibilità di m onitorare tramite cellulari tutti noi minuto per minuto senza prevedere un'attenta e rigorosa regolamentazione. Quello che preoccupa è che tutto ciò avviene senza confronto e dibattito alcuno, sulla stampa, nelle forze politiche, tranne in qualche sporadica e strumentale polemica e, cosa ancora più sconcertante, tra i cittadini nulla accade, nemmeno su i social.Maurizio Poggi. presidenteassociazione Polis