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FRANCESCO MARGIOCCOPer chi rientra al lavoro, le regole principali sulla sicurezza sono quelle dettate dal protocollo governo-sindacati del 14 marzo 2020, aggiornato venerdì scorso (vedi grafico). Ma le domande sulla fine del lockdown sono tante. Eccone alcune, alle quali hanno contribuito a rispondere Paolo Puppo, consigliere nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, e i rappresentanti di Confcommercio-Imprese per l'Italia, Confesercenti e Cna.l1Cosa accade se l'azienda non rispetta il Protocollo di sicurezza anticontagio firmato da governo e sindacati?La ripresa e la prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del Protocollo che non assicuri questi standard di sicurezza, determina la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.l2Se viene richiamato dallo smart working, il dipendente può rifiutarsi di rientrare in azienda?In presenza di datore di lavoro la cui attività sia considerata tra quelle essenziali o sia oggetto di autorizzazione da parte del Prefetto, qualora le esigenze organizzative lo richiedano e il datore di lavoro abbia adottato tutte le misure richieste dal Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro stipulato tra governo e parti sociali, in linea generale, il lavoratore in condizioni di salute ordinarie non è nella condizione di rifiutarsi di rientrare in azienda. È previsto unicamente il caso di soggetti disabili che possono ottenere di svolgere il proprio lavoro in modalità smart working, infatti, ai sensi del Decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, e fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, hanno diritto di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che essa sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Inoltre, ai lavoratori del settore privato con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell'accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.l3E se invece vuole rientrare al lavoro in sede e l'azienda non glielo consente? Il datore di lavoro è pienamente titolare del potere organizzativo che consenta lui, per motivi di mancata adozione del Protocollo di sicurezza, o per motivi organizzativi, oppure perché il Protocollo raccomanda una turnazione del personale, di non accogliere il dipendente in azienda.l4Chi ha chiesto il bonus baby-sitter e apre la casa a una persona che viene dall'esterno, che garanzie deve darle sul fronte del lavoro e quali può chiedere? Il Protocollo per la sicurezza sui luoghi di lavoro, al momento, non contempla il lavoro svolto presso il domicilio dei datori di lavoro. Si ritiene comunque che, per analogia, possano essere adottati strumenti similari a quelli in azienda, quale rilevazione della temperatura della babysitter in ingresso, fornitura alla stessa di guanti, mascherina e sanificazione, per quanto possibile in una abitazione privata, dei luoghi. Alla baby sitter si può far sottoscrivere un documento in cui dichiara di non essere stata a contatto con persone positive al Covid-19 negli ultimi 14 giorni e si può chiedere di impegnarsi a comunicare al datore di lavoro quanto necessario, relativamente alle proprie condizioni di salute, in modo da tutelare la famiglia.l5Chi può dare l'autorizzazione al rientro al lavoro a chi è stato malato di Covid-19?L'aggiornamento al Protocollo del 14 marzo tra il governo e le parti sociali stabilisce che l'ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all'infezione da Covid-19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione riguardante la certificazione medica da cui risulti la "avvenuta negativizzazione" del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.l6L'impresa può rifiutarsi di riammettere al lavoro un dipendente che è stato malato di Covid?No, non può rifiutarsi se in presenza della certificazione di cui alla domanda precedente.l7Se si è rimasti in quarantena senza essere stati sottoposti a tampone, serve un certificato medico per tornare a lavorare?Sì, se la quarantena è stata ordinata dal Servizio Sanitario come disposto dalla circolare 5443 del Ministero della Salute.l8Come funziona la regola della misura standard dei 40 metri quadrati di cui si è parlato per i negozi? E vale anche per gli uffici?Il Dpcm del 10 aprile 2020, che disciplina la riapertura di alcune attività produttive e commerciali (tra cui negozi di carta, cartone e articoli di cartoleria, librerie e negozi di abbigliamento per neonati e bambini), dispone che per i locali con superficie fino a 40 mq (piccoli negozi) può accedere una sola persona per volta con la contestuale presenza di due operatori al massimo.Per i locali sopra questa dimensione l'accesso sarà regolamentato in funzione degli spazi disponibili e potranno essere previsti, ove sia possibile, ingressi diversi per l'entrata e per l'uscita. Si tratta di misure stabilite per gli esercizi commerciali (allegato 5 del Dpcm 10 aprile 2020) che non riguardano le attività di ufficio, dove valgono misure organizzative diverse (smart working, etc.). --© RIPRODUZIONE RISERVATA