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Francesco MargioccoPagare l'affitto diventa più faticoso per molti, non solo per chi rientra nella categoria catastale C/1 inserita nel decreto Cura Italia (di cui scriviamo qui a sinistra). Ma le armi in mano per attenuare le difficoltà sono poche, anzi una sola. «Inquilini e proprietari possono cercare di ridurre i canoni, almeno per ora, per evitare contenziosi e sfratti», dice il segretario generale del Sunia, sindacato degli inquilini, Stefano Chiappelli. Il blocco dei canoniAnche per sospendere, senza conseguenze, i pagamenti in un periodo limitato, occorre rinegoziare il contratto. A meno che il contratto stesso non preveda il diritto dell'inquilino alla sospensione o riduzione del canone "in caso di sopraggiunte difficoltà economiche dovute a eventi straordinari". Nemmeno la sospensione degli sfratti, fino al 30 giugno, dà diritto al blocco dei canoni. Anzi. Per tutto il periodo del rinvio, fino all'esecuzione dello sfratto, l'inquilino deve al proprietario un'indennità di occupazione pari al valore dell'ultimo canone, salvo ulteriori richieste di risarcimento da parte del proprietario. La causa di forza maggioreUn'altra strada possibile è la rescissione per "gravi motivi". Il Codice civile consente all'inquilino, per "il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili", o cause di forza maggiore, di recedere dal contratto, ma con un preavviso di sei mesi e con il rischio, se il proprietario non riconosce l'esistenza della causa di forza maggiore, di un contenzioso legale. Una soluzione potrebbe essere una scrittura privata tra le parti, che stabilisca una riduzione temporanea del canone a causa del crollo del reddito provocato dal coronavirus (in un preciso arco temporale). Con la registrazione del patto, il proprietario verserà il dovuto al fisco in base a quanto percepito.Il contributo all'affittoChi è in difficoltà, può chiedere l'accesso al Fondo nazionale per il sostegno all'affitto e al Fondo per la morosità incolpevole, ma la richiesta è complicata, gestita dalle amministrazioni locali che erogano i pagamenti in base a parametri variabili da comune a comune, e la dotazione insufficiente: 60 milioni per tutto il 2020. Un ordine del giorno, approvato l'8 aprile in Senato, chiede più risorse, che il Sunia quantifica in almeno 300 milioni con la condizione dell'unificazione dei due fondi. «Invece di regole macchinose, dovrebbe poter bastare un'autocertificazione, che poi il Comune verificherà», dice Chiappelli. Se l'inquilino non riesce a pagare il canone, il proprietario, con l'attuale normativa, deve continuare a pagare le tasse sull'affitto, finché non avvia lo sfratto. «Per porre fine a quest'anomalia e impedire gli sfratti in questa fase difficile, andrebbe sospeso il pagamento delle tasse quando l'inquilino chiede l'accesso al fondo, finché questo non viene erogato», dice Chiappelli. L'imposta di registroÈ sospesa, fino al 30 giugno, la registrazione dei contratti di affitto, con relativa imposta, per tutti i contratti che andavano registrati tra l'8 marzo e il 31 maggio. Ma il contratto, anche se non registrato, è valido. --© RIPRODUZIONE RISERVATA